Europarlamento: Schulz rieletto, ma non convince tutta la maggioranza

Martin Schulz confermato presidente del Parlamento europeo: il socialista tedesco ha raccolto 409 voti, 70 in meno di quelli previsti

Martin Schulz, rieletto presidente dell'Europarlamento ((europa.eu)

Martin Schulz, rieletto presidente dell’Europarlamento ((europa.eu)

Bruxelles – Martin Schulz, eurodeputato socialdemocratico tedesco, è stato rieletto alla presidenza del Parlamento europeo: su di lui sono finiti 409 voti e ha sbaragliato la quasi inesistente concorrenza. Schulz è stato presidente a Bruxelles già per due anni a mezzo nel corso della passata legislatura ed era il candidato socialdemocratico alla presidenza della Commissione europea nella scorsa tornata elettorale.

VOTAZIONE – Il voto è stato nettamente a favore di Schulz, che ha però raccolto meno voti di quanti ne avrebbe avuti sulla carta: Ppe, Pse e Alde conterebbero infatti 479 eletti, ma Schulz ha ricevuto una settantina di voti in meno. Qualcuno, nel segreto dell’urna, ha optato per un altro nome o si è inserito nei 111 che hanno votato bianca o annullato la scheda.
Oltre a Schulz, hanno ricevuto voti anche Pablo Iglesias di Podemos (51 voti), Urlike Lunacek dei verdi (51 voti) e Sajjad Karim (101).

SCHULZ – Nato 59 anni fa a Hehlrath, Schulz è stato sindaco della sua città a 31 anni e poi europarlamentare. Eletto per la prima volta a Bruxelles nel 1994, ha scalato i ruoli all’interno del Pse, fino a essere presidente del gruppo parlamentare nel 2004. Protagonista di uno scontro verbale con Silvio Berlusconi nel 2003, che criticò per i numerosi conflitti di interessi che lo vedevano protagonista, dal 2012 è stato presidente del Parlamento europeo.

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L’aula di Strasburgo: oggi il primo voto della nuova legislatura (it.wikipedia.org)

EUROSCETTICI – Non è mancata la contestazione euroscettica durante la prima seduta del nuovo Parlamento europeo. Beatrix Von Storch, parlamentare eletta con Alternativa per la Germania, ha chiesto il voto palese, accusando Schulz di aver usato i fondi del Parlamento per la sua campagna elettorale. «Vogliamo mostrare chi lo vota», ha detto la parlamentare tedesca, prima che la sua richiesta fosse respinta dal presidente pro tempore Pittella, che ha applicato il regolamento.

FARAGE, L’AMICO DI GRILLO – Non stupisce neppure la polemica messa in campo da Nigel Farage e da alcuni suoi colleghi, tutti componenti del gruppo parlamentare di cui sono parte anche gli eletti grillini: durante l’esecuzione dell’inno europeo, gli eletti per l’Ukip hanno dato le spalle alla banda e al resto dell’assemblea, disconoscendo il valore di questo consesso. Nel 2015 o nel 2016 in Gran Bretagna su terrà un referendum sull’uscita dall’Unione europea e molti sudditi di Sua Maestà appoggiano la linea indipendentista dell’Ukip.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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