Europa e M5S: populismo o proposte serie?

Europa

Beppe Grillo (aciclico.com)

Il tema dell’Europa non è mai stato così importante come in questo particolare momento storico. Per questo, le elezioni parlamentari europee del prossimo maggio avranno un’importanza che nessun’altra consultazione di questo tipo ha avuto dal 1979 ad oggi. La campagna elettorale è già cominciata. Ieri Beppe Grillo ha scritto nel suo blog un post di presentazione ai sette punti programmatici del Movimento 5 Stelle. Post che vale la pena analizzare.

AAA CERCASI CANDIDATI DECENTI - Il comico genovese attacca subito l’attuale assetto europeo: «Ci sono degli europarlamentari italiani a Bruxelles? Certo, tra cui Mastella». Grillo solleva un problema reale. Troppo spesso i partiti hanno mandato al Parlamento europeo personaggi da girone infernale dantesco. Come, per esempio, Magdi Cristiano Allam (quello che si è allontanato dalla Chiesa perché ha osato legittimare l’Islam), Vito Bonsignore (condannato per corruzione, abuso e turbativa d’asta), Mario Borghezio (condannato per concorso nel reato di danneggiamento seguito da incendio), Ciriaco De Mita. E poi ci si stupisce se in Europa nessuno ci prende sul serio. Ma la colpa non è certo dell’Europa, ma dei partiti italiani che non fanno una decente selezione dei candidati. O meglio, la fanno al contrario: più si è impresentabili, più si ha probabilità di essere candidati. Se il Movimento 5 Stelle vorrà fare bella figura e costringere le alte forze politiche a scegliere dei candidati perlomento decenti, dovrebbe giocare d’anticipo e candidare persone che non siano solamente incensurate e senza esperienza in altri partiti (come è successo per le elezioni politiche) ma che siano anche estremamente competenti, che rappresentino il meglio della società italiana. Perché, per esempio, non candida Sonia Alfano – che nel 2009 venne eletta con l’Italia dei Valori – nota per la sua attività antimafia, tanto da essere stata eletta nel 2012 presidente della Commissione speciale antimafia?

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Sonia Alfano (blogspot.com)

COSA CI CHIEDE L’EUROPA - Prosegue Grillo: «L’Europa è un comodo alibi: “Ce lo chiede l’Europa” è un mantra per coprire qualunque stronzata». Qui il leader spirituale del M5S fa un discorso esclusivamente di pancia, magari per tentare di rubare voti a Forza Italia. Fino ad ora la scusa del “ce lo chiede l’Europa” è stata tirata fuori quando si trattava di sistemare il bilancio dello Stato, visto che da soli i governanti italiani non lo avrebbero mai fatto. Ma c’è modo e modo di farlo. Si possono, per esempio, fare tagli alle varie caste presenti in Italia (i politici, i sindacati, i giornali, le banche), chiedere un contributo maggiore alle fasce di reddito più alte, smetterla di buttare soldi nelle guerra (pardon, missioni di pace) e nelle opere inutili e dannose come il Tav Torino-Lione. Oppure si può, come hanno sempre fatto i politici nostrani, chiedere sempre nuovi e pesanti sacrifici a quei pochi fessi che continuano a pagare le tasse e a non evadere. Ma anche qui l’Europa centra poco. La responsabilità è tutta della classe politica italiana. Inoltre, Beppe Grillo sa benissimo – ma si dimentica di scrivere – che è vero che l’Europa chiede all’Italia di far quadrare i conti, ma non solo. L’Europa, infatti, è anche quella che chiede all’Italia di attuare le regole Ue contro l’evasione fiscale, è quella che multa l’Italia per la non esecuzione della sentenza sulla questione dei rifiuti in Campania, è quella che sprona l’Italia ad attuare la direttiva Ue sul risarcimento delle vittime dei reati violenti, è quella che solleva dubbi su come in Italia si indaga sui casi di maltrattamento subiti da arrestati e detenuti per mano di forze dell’ordine e guardie carcerarie. Insomma, è un’Europa che da anche input estremamente positivi al nostro paese. Solo che, in questi casi, i politici italiani non la stanno neanche a sentire. Se vuole essere serio e fare discorsi non solo alla pancia ma anche alla testa degli italiani, queste cose Grillo dovrebbe ricordarle.

L’UE PASSA PER GLI USA - Continua Grillo: «L’Europa sarà politica o non sarà». Non è un delirio di un vecchio ex comico. La pensavano così anche due mostri sacri come Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer. Il problema è che quel progetto d’Europa – il primo, quello autentico – non piaceva agli Stati Uniti d’America. I quali, con una vera Europa unita ed indipendente, non avrebbero potuto esercitare la loro sudditanza politica, economica, militare e culturale verso i paesi del vecchio continente. Non è un caso se il progetto di una comunità europea di difesa fallì. Se Beppe Grillo e gli altri esponenti del M5S sono furbi, dovrebbero ritirare fuori questo tema. Anche perché sarebbero gli unici ad avere una posizione diversa rispetto al filoamericanismo bipartisan.

OPPORTUNITÀ O MALE ASSOLUTO? - Il primo dei «sette punti per l’Europa» del Movimento 5 Stelle è il referendum per la permanenza dell’euro. Ma è davvero colpa dell’euro se oggi l’Italia si trova in questo stato? Anche se domani mattina l’Italia uscisse dall’euro, sarebbe comunque il paese con un’evasione fiscale mostruosa, con quattro mafie, con un debito pubblico di oltre duemila miliardi, con una corruzione dilagante, con una quantità sempre più alta di disoccupati, con una giustizia lentissima. L’Euro potrebbe essere una grande opportunità se non altro per provare a risolvere questi problemi. Quando c’era la lira, in tempi di crisi al posto di fare le riforme necessarie, si svalutava la moneta. Oggi che non si ha più la sovranità monetaria, questo giochino non si può più fare. Ragion per cui l’euro potrebbe addirittura costringere l’Italia, se solo avesse dei politici decenti, a fare quelle riforme di cui ha estremo bisogno.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: esteri.it; blogspot.com; aciclico.com

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3 Risponde a Europa e M5S: populismo o proposte serie?

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    Veritas 04/01/2014 a 15:44

    Giacomo Cangi: popoloviola, idv o pd?

    Sonia Alfano, come il suo compare Giggino De Furbicchis hanno tradito il mandato degli elettori molto tempo fa non facendo quello per cui erano stati eletti (bloccare fondi europei alle mafie, commissione speciale contro le truffe sui finanziamenti UE all’italia,ecc.),prendendo tessere di partito, prendendo appieno lo stipendio,facendosi i cavoli loro, e sputando nel piatto dove mangiavano, dato che senza Grillo non se li sarebbe cagati nessuno. Ora che se ne andassero affanculo.
    Amen.

    Rispondi
  2. avatar
    Fabio Piretta 04/01/2014 a 17:41

    Che senso ha cercare candidatio “decenti” se poi questi devono eseguire i click di altri?

    Rispondi
  3. avatar
    Giacomo Cangi 04/01/2014 a 17:44

    Non mi risulta che Sonia Alfano si sia fatta tessere di partito. Nel 2009 venne eletta sì nelle liste di Idv, ma da indipendente. Non mi risulta neanche che si sia fatta gli affari suoi. E non che capisco dov’è il problema se una persona che lavora riceve uno stipendio.

    Rispondi

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