Europa e ambiente tra eco-progetti e macroregione adriatico-ionica

Il programma Life è il programma per l’ambiente e l’azione per il clima

Europa e ambiente sembrano andare d’accordo. All’interno dell’Unione europea infatti, tra le polemiche e gli assestamenti ancora in corso delle varie commissioni, si intravedono i primi movimenti in materia di tutela ambientale e di assetti strategici.

EUROPA E “AZIONE PER IL CLIMA”, IL BANDO PER GLI ECO-PROGETTI – È stato annunciato, infatti, il primo bando europeo per gli eco-progetti dedicati alla lotta contro i cambiamenti climatici. Si chiama “Azione per il clima”, ed è quanto il programma Life mette in campo per finanziare progetti di sviluppo e di attuazione di “soluzioni innovative”. Complessivamente si parla di stanziamenti per 44 milioni di euro nel 2014 e un totale di 864 milioni di euro relativi ai prossimi sette anni.

La differenza rispetto ai progetti lanciati in passato sarebbe la quantità di fondi messi a disposizione per risolvere le problematiche di clima e ambiente. Almeno questo è ciò che risulta dalle parole del commissario Ue al clima, Connie Hedegaard. Questi fondi infatti dovranno contribuire allo sviluppo di tecnologie a basse emissioni di CO2, migliorando quella che è la situazione attuale.

L’obiettivo è anche quello di dare una spinta a tutti quelli che ad ora rappresentano gli obiettivi dell’Ue in tali materie, sia per quanto finalità strategiche che per ciò che costituisce tutta la parte legislativa. In particolare nel bando Ue si parla di “progetti pilota”, volti a dimostrare e a diffondere migliori pratiche di adattamento ai cambiamenti del clima all’interno del territorio europeo.

I progetti che si avvarranno di partner europei saranno più inclini ad aggiudicarsi questi co-finanziamenti, e la data di scadenza per la presentazione delle domande è prevista per il 16 ottobre. Dopodiché il bando che si prevede in uscita sarà dedicato alle organizzazioni senza scopo di lucro, sempre in materia di clima e ambiente.

Europa e Ambiente

La macroregione Adriatico ionica rappresenta un progetto di grande importanza strategica

IN CANTIERE ANCHE LA MACRO REGIONE ADRIATICO IONICA - Nel frattempo passi in avanti anche per quanto riguarda il piano d’azione per la macro regione Adriatico – ionica, l’area internazionale volta all’integrazione e alla crescita in un territorio fortemente strategico per l’Europa. Saranno otto infatti i paesi coinvolti in questo progetto, iniziato già da diversi anni ma che sembrerebbe aver intrapreso la direzione di una svolta a partire dal semestre europeo a conduzione italiana: oltre all’Italia, vi saranno quindi Croazia, Grecia e Slovenia per l’Ue, e poi Albania, Bosnia, Montenegro e Serbia per quanto riguarda i paesi non Ue. I benefici ricercati sono quelli di “crescita blu, miglioramento di connettività in trasporti e soprattutto in campo energetico, qualità ambientale e turismo sostenibile”. Inoltre nel piano dovrebbero essere compresi anche incentivi per obiettivi trasversali a tutti i paesi, quali “ricerca e innovazione, rafforzamento di capacità, focus su piccole e medie imprese e attenzione a cambiamenti climatici nonché gestione del rischio di disastri”.

Questo progetto rappresenta un inedito per quanto riguarda le strategie macro-regionali coinvolgenti paesi Ue e non Ue, e secondo il commissario Ue alle politiche regionali Johannes Hahn, e il commissario agli affari marittimi Maria Damanaki, la capacità di superare queste sfide in modo unito e coerente rappresenta un impegno molto importante per la cooperazione tra Paesi limitrofi, oltre a dare un forte aiuto all’integrazione dei Balcani occidentali all’interno dell’Unione europea.

La presidente del Friuli Venezia-Giulia Debora Serracchiani si è detta infatti molto soddisfatta dell’approvazione di questo piano strategico, e che «assolvendo a questo incontro si è andati incontro a una vocazione storica della nostra regione», cioè quella di «piattaforma logistica naturale e porta sui Balcani». Inoltre sempre la Serracchiani ha sottolineato come questa macroregione abbia l’obiettivo di «trovare un nuovo equilibrio tra il sud e il nord dell’Europa»,«intercettando i flussi marittimi e rilanciando l’adriatico come ponte verso il centro Est Europa»

Di fondamentale importanza il fatto che il progetto include anche la realizzazione del gasdotto Tap (Transadriatic Pipeline), e a quanto pare sembra che il presidente della commissione europea Barroso sia attualmente in contatto con Renzi proprio su quest’ultimo tema. L’intenzione è quella di fare di tutto per facilitare il progetto «strategico per l’indipendenza energetica dell’Ue», come ha affermato Damanaki. I documenti per l’attuazione del piano verranno trasmessi a Europarlamento, Consiglio Ue, Comitato delle regioni e comitato economico e sociale, e si potrà avviare soltanto nei prossimi mesi, nonostante sia in parte già in atto per quanto riguarda fondi strutturali ai Paesi Ue, e di assistenza all’ingresso per tutti gli altri.

Francesco Gnagni

@FraGnagni

Foto: www.blueap.eu ; www.ansa.it

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