Euro 2016, femmine contro maschi: le regole delle donne tifose

Regole per donne tifose (fonte: vignette4.wikia.nocookie.net)

Regole per donne tifose (fonte: vignette4.wikia.nocookie.net)

Pronti a trasferirsi in pianta stabile sul divano, circondati da birre ghiacciate e briciole di patatine per gustare ogni singola partita di Euro 2016, gli uomini di tutta Italia si stanno chiedendo come preparare mogli e fidanzate alla maratona calcistica, impartendo consigli e regole per limitare i disturbi durante i minuti di gioco e trovando scuse originali per evitare le litigate e giustificare il via vai di amici.
Non solo gli uomini, però, si preparano ad accogliere festosamente Euro 2016… Ci sono, infatti, un gran numero di donne tifose con le quali è utile stipulare una sorta di contratto silente, per evitare liti furibonde e peggiori di quelle con le donne “non tifose”.

LE REGOLE DELLE DONNE TIFOSE  PER EURO 2016

1. Evitare una serie di frasi stereotipate che susciterebbero nella donna un’ira funesta assimilabile alla tanto temuta “sindrome premestruale” di cui gli uomini tanto si lamentano. “Cosa vuoi capirne tu di calcio, che sei donna” o “le donne non giocano a calcio, quindi non possono capirlo” sono due affermazioni tanto pericolose quanto false, poiché una vera donna tifosa, con molta probabilità, ha sviluppato la passione sin dalle scuole elementari, imparando da genitori e parenti termini “difficilissimi” come bagaglio tecnico, bomber, contropiede, curva, palo, panchinaro, pressing, smarcare, uno-due e zona Cesarini (vocaboli misteriosi che, in età adolescenziale, sono serviti per interpretare efficacemente i molteplici doppi sensi dei compagni di classe).
Il non aver giocato a calcio, poi, non ne esclude a priori la comprensione come dimostrano allenatori come Zeman, Sacchi o Mourinho che hanno scarsamente abitato i campi di calcetto nonostante gli ottimi risultati ottenuti come allenatori.  E se l’aver giocato, anche a livello amatoriale, e la comprensione del calcio fossero strettamente correlati, come spiegarsi le tante affermazioni strampalate pronunciate in tv da uomini sportivi?
Se tale affermazione fosse veritiera saremmo un popolo di allenatori… credibili, però.

2. Evitare la frase “tanto guardi le partite solo per i bei ragazzi”.
Non so quale sia il concetto di bellezza degli uomini, ma l’appeal dei calciatori cala brutalmente durante le partite, a causa degli innumerevoli gesti “animali” attuati: sputi, nasi colanti, capelli e maglie sudate non rientrano nei sogni proibiti delle donne. Per ammirare il fascino di un calciatore è sufficiente sfogliare giornali e social network, dove gli sportivi si ritraggono in pose scultoree, abbandonando le inguardabili smorfie effettuate durante le partite per liberare, in modo poco raffinato, le vie aeree.
A voi piacerebbe ugualmente Federica Nargi ripresa in tribuna, con il trucco colante a causa del sudore, mentre sputa sul pavimento con una smorfia da camionista e, soprattutto, vestita con un’informe maglietta a righe?

Giorgio Chiellini (fonte: trashicmagazine.it)

3. Evitare interrogazioni sul fuorigioco, tirando in ballo l’ennesimo stereotipo sulla difficoltà di comprensione. È molto più semplice del teorema di Pitagora e una donna tifosa conosce perfettamente anche la differenza tra fuorigioco attivo e passivo. Per le non tifose la difficoltà non consiste nella formula, ma nell’attrazione della spiegazione fornita. Provate così:

Il fuorigioco per donne non tifose (fonte: lh6.googleusercontent.com)

4. La regola “Il frigo deve essere fornito di birra e cibo 24 ore al giorno, 7 giorni su”, come espressa in occasione dei Mondiali di Brasile 2014 dal contratto ufficiale formulato dalla pagina de I Pallonari (da visionare qui: http://www.wakeupnews.eu/il-patto-belligeranza-uomini-donne-ai-mondiali-brasile-2014/) è valida per entrambi. Scordatevi di avere a disposizione in cucina una persona che non segue le partite e che può rifocillarvi nel momento del bisogno: è importante stabilire precedentemente un orario dei turni, recuperare volantini e numeri di telefono delle consegne a domicilio (per aprire la porta ricordarsi della regola “Camminare davanti alla tv è assolutamente vietato”) oppure circondarsi di borse frigo in stile Joey di Friends.

5. Evitare la frase “vai di là a parlare con le donne”. Se la donna tifosa “va di là” si porta con sé la televisione, il telecomando, le birre e le patatine. Non sottovalutare la forza della donna tifosa, soprattutto a pochi minuti dal fischio d’inizio: ha eseguito un riscaldamento più rapido ed efficace di Thiago Motta.

6. Seppur tifosa, la donna è donna. Guardare e tifare durante le partite non equivale ad una mancanza di femminilità. Certo, forse, durante alcuni momenti si può constatare un calo di fascino e un atteggiamento similare a quello di Paola Taverna del M5S, ma chi non perderebbe la pazienza di fronte alla flemma di Eder?
E poi, a dirla tutta, pensate di essere così sexy mentre urlate frasi sconnesse ricoperti di briciole di patatine?

paola taverna

7. “Se senti urlare il tuo nome tieniti pronta a “portare da bere”, “portare da mangiare”, “portare le batterie del telecomando”. Chiaramente questa regola non è valida. Ogni infrazione sarà punita severamente al termine della partita e del commento tecnico con un versione, senza dizionario, delle affermazioni di Trapattoni.

Le ulteriori regole de I Pallonari possono essere osservate in tutta serenità dall’uomo e dalla donna, ricordando che se “la partita dell’Italia dura tutta la giornata”, il giorno successivo, e in orari di assenza di partite, sarà importante riordinare la casa o, per lo meno, gettare le bottiglie vuote a quattro mani, con un importante supporto dell’uomo di casa.
Seppur tifose e amanti del calcio, si ha sempre di fronte una donna, pronta a inveire e a procedere con piccole vendette. Sarebbe spiacevole vedere sparire, improvvisamente, tutte le pile del telecomando, no?
Si scherza, forse…

Alessia Telesca

foto: trashicmagazine.it; lh6.googleusercontent.com; tzetze.it; vignette4.wikia.nocookie.net; scattidigusto.it

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