Esodo estivo. Autostrade vuote e città piene: il 44% degli italiani non parte

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Il week end appena trascorso secondo gli esperti doveva essere quello dell’esodo estivo, quello da bollino nero. In realtà contro ogni aspettativa il fine settimana è trascorso senza disagi sulle strade e sulle autostrade. Ce lo dice l’Anas. «Le strade statali e le autostrade della rete Anas – ha affermato l’Amministratore Unico della società Pietro Ciucci – sono state utilizzate in misura maggiore per l’esodo rispetto al passato e le previsioni con il “bollino nero”, per la giornata di sabato, e il “bollino rosso”, nella giornata di domenica e venerdì pomeriggio, sono state rispettate». E prosegue «i grandi flussi veicolari non hanno creato particolari disagi e, soprattutto, nessuna criticità o deviazione del traffico».

Differentemente dallo scorso anno, inoltre, a Villa San Giovanni, presso gli imbarchi dei traghetti per la Sicilia, non ci sono i classici accodamenti e quindi non c’è attesa per l’imbarco. Ma in fondo c’era da aspettarselo. Sono moltissimi gli italiani che in questo periodo di crisi non sono partiti o comunque hanno dovuto ridurre il budget  per le loro vacanze. Chi non riesce proprio a rinunciare alla vacanza, partirà al risparmio. E gli italiani, “popolo di santi, poeti e navigatori”, anche in queste situazioni sanno ingegnarsi: si sperimentano nuove modalità come lo scambio casa o le formule last minute.  E la crisi del settore turistico viene confermato anche Federalberghi. Secondo una sua stima, infatti, 6 italiani su 10 rimarranno a casa durante questi mesi estivi. «A memoria statistica non si era mai visto un calo così generalizzato e devastante di uno dei settori che potrebbe, se opportunamente supportato, rappresentare il primo volano per la ripresa economica del paese» commenta Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.

E da questa fotografia appare chiaro come la situazione sia allarmante. Secondo i dati stimati gli italiani che si muoveranno saranno circa 27 milioni tra maggiorenni e minorenni, pari al 44% della popolazione in discesa rispetto allo scorso anno dove a partire erano 33,2 milioni di italiani e cioè il 55% della popolazione. E questa flessione si legge in tutti i mesi estivi: giugno da 8,4 milioni del 2011 a circa 6,6 milioni (-21,5%), luglioda circa 12,5 milioni del 2011 a circa 10,9 milioni

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(-13%), agosto da circa 21,9 milioni del 2011 a 15,4 milioni (-29,5%), settembre da 5 milioni del 2011 a 3,6 milioni (-27,7%). E il dato più allarmante è proprio quello di agosto. A marcare maggiormente questa crisi è che il 77,6% di quegli italiani che va in vacanza, per risparmiare, decide di rimanere in Italia, contro un 18,5% che sceglie l’estero. Anche quest’ultimo un dato in calo visto che l’anno scorso l’estero era la meta per il 21,4% dei vacanzieri. Ma il dato più importante «riguarda coloro che non fanno vacanza per motivi economici» spiega il presidente degli albergatori, «che quest’ anno si impenna al 51,6% (contro il 42,8 del 2011) portando ben 3 italiani su 10 a dichiarare la propria “povertà turistica”».

Questi dati sono fondamentali anche perché oltre a sottolineare la crisi delle famiglie italiane fanno emergere che la recensione del turismo rappresenta un dato gravissimo per l’economia del nazione. Il turismo, infatti, è un dato importante nel sistema Italia. Valorizzando e rilasciando Il suo patrimonio storico artistico e naturalistico unico in tutto il mondo, si darebbe sicuramente una spinta all’economia italiana. In modo particolare in un momento come questo.

Stefania Galli

Foto || sportellodeidiritti.org; protezionecivile.org.it; economiaefinanza.blogosfere.org

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2 Risponde a Esodo estivo. Autostrade vuote e città piene: il 44% degli italiani non parte

  1. avatar
    claudio 09/08/2012 a 16:47

    brava amore

    Rispondi
  2. avatar
    piero 30/08/2012 a 16:39

    Non dite cazzate, la Federalberghi può blaterare quello che vuole, fra i suoi associati ci sono i più grandi evasori d’Italia, Monti non ci è stato imposto dalla sinistra, ma da un governo di destra che ha dilapidato tutte le risorse a danno dei molti e a favore dei pochi

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