Ergastolo a Ross Ulbricht, il re del commercio di droga on-line

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Ross Ulbricht (businessinsider.com

New York – Ross Ulbricht, più noto come il fondatore di Silk Road, il sito di e-commerce specializzato nel traffico di stupefacenti e droghe, è stato condannato all’ergastolo. 

A stabilirlo è stata la corte di New York che – secondo quanto riporta Rainews.it – aveva deciso che il texano 31enne era colpevole di tutti e sette i capi di accusa a lui imputati tra cui: traffico di droga on-line, cospirazione al fine di trafficare droga, riciclaggio di denaro e procurata morte. Inoltre Ulbricht sarà tenuto a risarcire il governo degli Stati Uniti con 184 milioni di dollari.

NASCITA E MORTE DI SILK ROAD – Dal 2011 al 2013, gli Stati Uniti hanno stimato che Silk Road ha incassato 187 milioni di dollari. Cifra, tuttavia, che resta sospesa giacché altre stime non provate affermano che il sito abbia fatturato in due anni di attività 1,2 miliardi di dollari. Comunque quel che importa, per la corte, è di aver assicurato Ulbricht alla giustizia: «Non hai il profilo del criminale – ha affermato il giudice al momento del verdetto al condannato – ma tu sei un criminale».

ESTENSIONE DELLA LEGGE – Di sicuro l’interessato è stato punito con la pena più pesante prevista dal codice americano secondo cui si applicano, di solito, circa 20 anni di carcere per reati inerenti alle droghe. Ma il 31enne rappresenta un’eccezione degna di nota per l’atipicità della condanna e del reato. Infatti, non solo Ulbricht ha in pochi mesi raggiunto migliaia di persone commercializzando al di fuori di qualsiasi legge, autodefinendosi Dread Pirate Roberts, signore indiscusso del proprio mondo, ma pure il suo caso ha aperto ad una nuova estensione della legge: per la prima volta il reato di riciclaggio è stato applicato all’universo del Bitcoin, il metodo di pagamento utilizzato da Ulbricht per la compra-vendita; per la prima volta qualcuno è stato condannato per aver creato un sito. Precedente, quest’ultimo, che fa già tremare i polsi a molti aspiranti creatori i quali da oggi dovranno fare molta attenzione alle ‘intenzioni’ sottostanti alle loro opere virtuali e ai servizi offerti.

Per quanto riguarda Pirate Roberts, la corte non ha dubbi: l’intenzione era lucrare incurante dell’effetto sociale e personale che l’e-commerce così condotta avrebbe prodotto. Inoltre, il giudice crede che Ulbricht non sia realmente consapevole delle vite che ha distrutto (molti furono i decessi per abuso di droghe) o che, comunque, non gli interessi.

In tal senso, giorni fa, Ulbricht aveva scritto una lettera a cui si erano aggiunte le firme di 97 amici i quali sottoscrivevano che il colpevole era pentito ed era divenuto un uomo nuovo. Ciò al fine di evitare la pena massima: giudice e giuria non hanno creduto al pentimento.

Chantal Cresta

Foto || businessinside.com

 

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