Enel, disastro ambientale di Porto Tolle, condannati Tatò e Scaroni

Condannati l'Ad Eni Paolo Scaroni e Franco Tatò a tre anni di reclusione per il disastro ambientale della centrale Enel di Porto Tolle

porto tolle

La centrale termoelettrica di Porto Tolle

Al processo di Rovigo è stata emessa la sentenza per il disastro ambientale della centrale Enel di Porto Tolle, una sentenza storica per l’esito raggiunto.

CONDANNATI SCARONI E TATO’ – Sono stati infatti condannati a tre anni di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, gli ex amministratori delegati Paolo Scaroni e Franco Tatò. Paolo Scaroni è attualmente l’amministratore delegato dell’Eni. I due dovranno inoltre pagare 430mila euro per le spese di provvisionali alle parti civili.

3,6 MILIARDI DI DANNI – Gli altri dirigenti coinvolti nel processo sono stati tutti assolti. La Corte ha così dato ragione all’accusa da parte del pm Manuela Fasolato di “nesso causale tra le emissioni in eccesso della centrale e i danni alla salute e all’ambiente“. Danni che ammonterebbero a circa 3,6 miliardi.

RICORSO IN ARRIVO – Il delta del Po inquinato, dunque, dalla centrale termoelettrica di Porto Tolle e i due ex amministratori delegati condannati, Franco Tatò e Paolo Scaroni. Quest’ultimo si è detto incredibilmente stupefatto per la sentenza arrivata oggi e pronto a fare ricorso: «Io sono estraneo ai fatti, farò ricorso. Sono stupefatto da questa decisione, come dimostrato dalle difese la centrale Enel di Porto Tolle ha sempre rispettato gli standard in vigore anche all’epoca dei fatti ».

ASSOLTO L’ATTUALE AD ENEL CONTI – La condanna chiesta dal pm Manuela Fasolato era indirizzata a tutti gli ex vertici, tutti responsabili, secondo l’accusa, del disastro ambientale procurato dalla centrale di Porto Tolle. Tra gli assolti figura anche Fulvio Conti, attuale amministratore delegato dell’Enel. Un disastro registrato con i dati sulll’aumento di varie malattie.

AUMENTO DELLE MALATTIE RESPIRATORIE – Nell’area del delta del Po infatti furono registrati dall’Istituto Tumori Veneto aumenti delle malattie respiratorie, in particolare le malattie respiratorie nei bambini. Si conta che la centrale produca infatti ben dieci tonnellate di anidride carbonica l’anno.

Gian Piero Bruno

@GianFou

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