Elezioni. Ines Caloisi (Scelta Europea): ‘L’Europa è la risposta’

elezioni europee 2014

«Ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide». È la frase che Konrad Adenauer,Robert Schuman e Alcide De Gasperi amavano ripetere e che meglio sintetizza quello che dovrebbe essere lo spirito di questa Giornata dell’Europa 2014. Era infatti il 9 maggio del 1950 quando Schuman, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea, presentò il piano di cooperazione economica che segnò l’inizio del processo di integrazione europea. L’obiettivo era una futura unione federale.

Un traguardo non ancora raggiunto ma che rappresenta il fulcro fondamentale di queste elezioni europee 2014 per la lista Scelta Europea (qui il programma), composta da Scelta Civica, Centro Democratico e Fare per il Fermare il Declino. Partiti e movimenti liberali fortemente europeisti a sostegno della candidatura alla presidenza della Commissione di Guy Verhofstadt per l’ALDE, la terza forza laica e liberalista europea.

Ne parliamo con Ines Caloisi, 47 anni, romana, candidata da Scelta Europea nella circoscrizione dell’Italia centrale. Formatrice, progettista e coordinatrice di progetti di impatto politico culturale, la Caloisi scende in campo con una certezza di base: l’Europa è la risposta.

ines caloisi

Ines, quando e come ti sei innamorata dell’Europa?

Personalmente sono stata a Bruxelles dopo un percorso professionale alle spalle che mi ha permesso di vivere quell’esperienza con un approccio diverso, molto intenso. Avevo deciso di lasciare l’azienda per cui lavoravo proprio per approfondire i temi europei così, intorno ai 40anni, ho iniziato un periodo di studio e internship. Ho sempre sentito questo forte legame con l’Europa e quella esperienza mi ha dato la conferma.

L‘Europa è al centro del tuo percorso da anni, come dimostra la tua attività di responsabile dell’associazione TIA Formazione Internazionale. Come mai il salto il politica?

La mia attività è iniziata prima della Tia, con un percorso di ricerca che ho voluto fortemente. Per me era fondamentale capire come potere mettere a frutto il mio percorso culturale e di studio. Alla fine ho scelto di fondare l’associazione così avrei potuto portare in Italia tutta l’esperienza europea ed internazionale. Quest’avventura politica è arrivata per puro caso, non me l’aspettavo. L’associazione stava continuando a crescere e un giorno, quando già avevo espresso la mia scelta per Verhofstadt, ho contattato Niccolò Rinaldi (eletto a Strasburgo nel 2009 come indipendente nell’Idv, vicepresidente dell’Alde, ndr) per dirgli che se voleva ero disponibile a dargli una mano. La sua risposta mi lasciò a bocca aperta perché mi disse “Ines, dovresti pensare a candidarti”. Io non me l’aspettavo, non ci pensavo, ma una persona che sente l’Europa come la sento io non poteva dire di no di fronte a questa opportunità.

Le tue esperienze precedenti ti hanno vista vicino al Partito Democratico e al Movimento federalista europeo. Ora scendi in campo con Scelta Europea. “Un percorso coerente”, l’hai definito. Spiegaci meglio.

Sono sempre stata appassionata dei temi politici e mi piace partecipare, non subire le decisioni degli altri. Quello che spesso ribadisco con forza è che non bisogna mai delegare le proprie responsabilità. Ho studiato i temi europei e ho sposato la causa degli Stati Uniti d’Europa. Nel Pd mi sono iscritta come socia fondatrice ma avrei voluto partecipare in modo più attivo, quando ho capito che i miei obiettivi non coincidevano con quelli del partito ho lasciato gli incarichi. Dico “coerente” perché il mio è stato un percorso naturale, dettato dal senso di responsabilità che ho assunto da sempre. La coerenza è la sintesi di tanti elementi che portano poi a fare o no delle scelte nella vita.

Oggi è la festa dell’Europa per celebrare la pace e l’unità, anche se ancora non pienamente raggiunta. Il vostro federalismo sarebbe in grado di abbattere “l’utopia” degli Stati Uniti d’Europa e come?

Io non vedo gli Stati Uniti d’Europa come utopia. Rimane un sogno europeo molto vivo, anche se è chiaramente difficilmente realizzabile. Ma quando c’è un sogno significa che da qualche parte si è formata l’idea e bisogna perseguire l’obiettivo. Noi vogliamo realizzare tutti quei passaggi necessari per una vera integrazione europea passando per un processo, non semplice, che porti ad una maggiore unità, fino agli Stati Uniti d’Europa.

ines caloisi niccolo rinaldi

Da sinistra Ines Caloisi, Carlo Fusi (giornalista del Messaggero), Niccolò Rinaldi

Come convincere gli euroscettici e antieuropeisti che la “risposta è davvero l’Europa”, riprendendo il tuo slogan?

Secondo me cominciando con il parlare alla gente. Noi vogliamo andare nelle strade proprio per parlare con le persone, anche rischiando reazioni negative. Il rapporto con loro ti arricchisce profondamente e vogliamo approcciarci in modo diretto con gli elettori. È questo l’unico modo per convincerli a vedere la bellezza dell’Europa. Anche perché le persone devono tornare ad avere un ruolo di primo piano nella vita politica e sociale di questo paese. Basta delegare. Ognuno di noi deve diventare, nel proprio ambito, attore e non spettatore.

L’obiettivo è superare la  soglia del 4%. Cosa rispondi a chi considera Scelta Europea un contenitore troppo eterogeneo?

È un contesto eterogeno ma ha un punto di incontro molto forte rappresentato dal candidato alla Commissione Europea GuyVerhofstadtPurtroppo devo ammettere, come candidata, di trovare qualche difficoltà: in particolare a livello mediatico. Ad esempio rispetto al passaggio televisivo o radiofonico mi rendo conto che,tralasciando il servizio pubblico, è difficile andare a parlare in radio o in tv se non paghi. E poi c’è il coordinamento che è una macchina complessa ma che non sta funzionando molto. Non mi sono chiare alcune cose a livello organizzativo che vanno ad incidere poi nella mia attività: ad esempio oggi c’è lo State of Union a Firenze, un appuntamento importante con 600 leader tra politici, come Barroso, Junker, Schulz e Verhofstadt, ma anche accademici e vari altri rappresentanti politico istituzionali. Le informazioni per parteciparvi non mi sono arrivate in tempo e quindi io, che avrei voluto partecipare,non potrò essere presente. Credo che l’essersi costituiti in così breve tempo abbia sicuramente provocato questo tipo di lacune.

Immigrazione, sburocratizzazione, diritti, lavoro e fondi europei per creare occupazione. Tanti i punti del manifesto di Scelta Civica. Quali sono i temi che porteresti a Bruxelles?

Ciascun candidato ha fatto delle precise scelte di programma, ovviamente in linea con il programma di Scelta Europea. Io ho scelto di occuparmi soprattutto di promuovere la cittadinanza europea attiva e il dialogo regolare e aperto con tutta la società civile europea. Ho appoggiato il “New Deal for Europe”, un’iniziativa di raccolta firma dei cittadini (http://www.newdeal4europe.eu/it/). Poi credo fortemente che l’audiovisivo sia fondamentale oggi per creare un’identità europea, sia sul piano culturale, sociale e perfino economico. Certamente poi l’unione bancaria e federale, ma soprattutto i temi di cultura di genere, non solo parità di genere. Affermare, rafforzare e promuovere ciò che riguarda diritti e laicità, estesi in tutti gli ambiti.

Il voto del 25 maggio viene visto come una sorta di “doppio referendum”: il primo pro o contro l’Europa, e il secondo pro o contro il governo. Un approccio sbagliato se consideriamo la posta in gioco. Cosa proprio non riusciamo a capire dell’Europa che la rende un tema cosi poco attraente?

Troppo burocratica e questo automaticamente crea un distacco. Quando una cosa non la capisci perché è troppo complessa tendi a rifiutarla, ed è per questo che l’Europa va semplificata. Anche se vai sul sito della Commissione Europea in cerca di alcune risposte, difficilmente riesci ad individuarle. Non c’è un’educazione all’Europa, un’educazione civica europea ed è per questo che bisognerebbe introdurla nelle scuole. Insegnare l’Europa ai bambini e agli educatori sarebbe importantissimo anche perché l’Unione europea prende moltissime decisioni che hanno un forte impatto sulla vita quotidiana di noi cittadini, anche se spesso non ce ne accorgiamo. L’Europa bisogna conoscerla per comprenderne il valore.

Valentina Gravina

@valegravi

 

 

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