Germania 2013, l’Europa guarda con attesa alle elezioni tedesche

Angela Merkel si prepara a un 2013 elettorale molto impegnativo

Berlino – Al 22 settembre 2012 mancano poco più di nove mesi, ma la fibrillazione teutonica ed europea ha iniziato a crescere in maniera esponenziale, da quando cioè i Lander tedeschi hanno raggiunto un accordo per fissare in tale data le elezioni politiche che dovranno dare un seguito al governo di Berlino, che entrerà nella diciottesima legislatura della Germania post-bellica con due possibili cancellieri: Angela MerkelBundeskanzlerin uscente, o Peer Steinbrück, candidato eletto quasi all’unanimità dall’assise del Partito socialdemocratico, ed ex ministro delle Finanze del governo Merkel I.

Il 2013 si preannuncia a livello europeo come un anno di profondi cambiamenti in Europa: non solo la Germania a settembre, ma anche l’Italia a febbraio, dovrà fare i conti con una difficile scelta elettorale che potrebbe segnare gli equilibri sovranazionali nel primo anno di reale ripresa dall’inizio della crisi nel 2008. Mentre il Bel Paese si interroga tra un centrosinistra sempre più favorito nei sondaggi, un centro in via di definizione e un centrodestra che si smembra intorno al sempiterno Silvio Berlusconi, alla sesta candidatura dal 1994.

La situazione politica tedesca, almeno a credere ai sondaggisti, è più rosea in quanto a stabilità partitica, ma meno negli equilibri che potranno portare alla conformazione del prossimo esecutivo, dopo che Angela Merkel ha di fatto inaugurato un’epoca di Große Koalition, con l’Spd prima, e con la Csu poi.

Il divorzio dal partito di centro-sinistra, concretizzato all’indomani delle elezioni del 2009, ha contribuito all’emarginazione parziale della forza politica di Andrea Nahles e Sigmar Gabriel, che, secondo quelle rivelazioni tanto importanti per l’informazione, potrebbe puntare ad una percentuale di votanti inferiore al 30%, mentre i conservatori cristiani di Cdu-Csu (la Christlich Demokratische Union è presente a livello nazionale, la Christlich-Soziale Union opera esclusivamente in Baviera) sarebbero accreditati intorno al 37-38%, una percentuale comunque insufficiente a garantire altri quattro anni di sicuro Merkel al comando del Bundeskabinett. A fare la differenza nel 2013 saranno infatti le altre due forze della sinistra tedesca, il Die Linke (La Sinistra) guidato da Katja Kipping e il Die Grünen (I Verdi) di Katrin Göring-Eckardt, e il modo con il quale decideranno di affrontare il nodo delle alleanze post elettorali, qualora se ne presentasse l’opportunità.

Nel corso del 2012, sono stati tre i Länder che hanno rinnovato la propria amministrazione statale: Nord-Reno Westfalia, Saarland e Schleswig-Holstein. Sebbene due stati su tre siano andati ai cristiano-democratici della cancelliera Merkel, il caso più eclatante è quello del Nord-Redo Westfalia, oltre 18 milioni di abitanti, che ha riversato in massa il proprio voto sulla Spd, risultata poi vincitrice delle elezioni con il 39,1% delle preferenze, e uno scarto di quasi tredici punti percentuali sulla Cdu, al 26,3%.

Per quanto riguarda Verdi e Sinistra, il terzo posto dietro le due grandi corazzate protagoniste dell’esperienza di governo 2005-2009 è andato per due volte agli ecologisti del Grüne - nello Schleswig (13,2%) e nella Westfalia (11,3%), dove la sinistra ha raccolto poco più del 2% – mentre un rovesciamento si è avuto nel pur piccolo Saarland con i neocomunisti al 16% e i Verdi al 5.

Bersani - Hollande. La socialdemocrazia europea contro il rigore?

Alla luce di questi dati, possiamo immaginare che tutti gli scenari siano ancora da definire concretamente, e che l’andamento dell’economia nazionale ed europea nell’anno nuovo potrà spostare flussi anche importanti di voti. Ciò che non rivedremo è l’alleanza Cdu-Csu: la gestione della crisi da parte della Merkel ha infatti discostato ampiamente i due partiti, spianando la strada a una futura collaborazione Cdu-Fdp (i liberali di Guido Westerwelle, primo ministro della Germania a dichiarare la sua omosessualità).

A sinistra, le chance di occupare il Bundestag come maggioranza sono legate, almeno stando ai sondaggi, alla Koalition tra socialdemocratici e Linke, qualora i primi non fossero in grado di governare autonomamente.. Tuttavia, se Linke e Grüne ottenessero una percentuale consistente di voti, approfittando della debolezza dei grandi, si potrebbero aprire le porte a un inedito esecutivo di forte impronta socialista.

In ogni caso, si tratta di scenari piuttosto fanta-politici, dato che manca quasi un anno all’appuntamento elettorale. Sarà importante seguire, nei prossimi mesi, lo sviluppo della politica Merkel e come la cancelliera si avvicinerà alle elezioni. Occhi puntati anche sulle elezioni politiche italiane che, se vedranno l’affermazione del centrosinistra di Pier Luigi Bersani, potranno dare vita a un asse politico Italia – Francia capace di contrastare la politica di rigore promossa dalla Germania già da qualche anno.

Stefano Maria Meconi

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