Elezioni Europee 2014, sondaggi: astensione oltre il 50%? Pd in testa

Elezioni Europee 2014: secondo i sondaggi del Corriere della Sera, si rischia per la prima volta un'astensione sopra il 50%. Pd al 33%, Forza Italia e M5S appaiati

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L’aula di Strasburgo (it.wikipedia.org)

A poco più di un mese dalle elezioni Europee 2014, la campagna elettorale non è ancora nel vivo. Ma è tempo di sondaggi. Sulle pagine del «Corriere della Sera» è apparsa stamattina una delle prime rilevazioni statistiche ufficiale sulle intenzioni di voto dell’elettorato italiano. A fare la parte da padrone, per la prima volta nella storia dell’Italia alle urne europee potrebbe essere l’astensione. Secondo i rilevamenti del Corriere, gli italiani che non hanno intenzione di recarsi alle urne potrebbero essere il 54% degli aventi diritto:un 17% si dice infatti solo possibilista in merito all’opportunità di votare il 25 maggio, il 6% è fortemente indeciso ed il 31% esclude categoricamente la propria presenza al seggio.

PRIMA VOLTA SOTTO IL 50%? - Per la prima volta dal 1979 (prima elezione comunitaria del parlamento europeo) l’Italia potrebbe scendere sotto il 50% di affluenza alle urne. Una soglia che molte nazioni in Europa non hanno in realtà mai raggiunto, basti pensare alla storica avversione alle urne europee del Regno Unito o ad Austria, Svezia e Finlandia tra le nazioni che si sono recate almeno a 3 delle 7 consultazioni europee affrontate nella storia. Ma una soglia psicologica importante, che rende bene l’idea del momento politico italiano, in cui la disaffezione per la classe governativa è elevata, tanto più se si tratta di elezioni Europee e non locali o nazionali. È il caso di ricordare poi che alle elezioni europee le urne saranno aperte solo per un giorno, domenica 25 maggio. 

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I dati dell’affluenza alle urne europee dal 1979 al 2009 (dati “Ricerca documentale sulle elezioni Europee 2009″ da parte dell’Unità Monitoraggio dell’opinione
pubblica del Parlamento europeo)

PD IN TESTA CON AMPIO MARGINE – Dal punto di vista strettamente partitico, le intenzioni di voto indicano che il Pd dovrebbe fare la parte del leone. Il Partito Democratico è attualmente accreditato di un significativo 33,3%, che corrisponderebbe a 27 seggi all’europarlamento. Per la piazza d’onore potrebbe essere battaglia all’ultimo voto tra Forza Italia/La Destra ed il Movimento 5 Stelle: percentuali rispettivamente al 21,1% e al 21,2% per i due partiti, che porterebbero in questo modo 18 parlamentari a testa a Bruxelles. Rispetto alle Politiche del 2013, il Pd sarebbe in questo modo in netto rialzo (+ 7,9%), mentre il calo sarebbe lieve per Forza Italia/La Destra (- 0,6% cumulativo) e più accentuato per il M5S (-4,3%).

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I risultati del sondaggio sulle intenzioni di voto del Corriere della Sera

A portare a Bruxelles i propri uomini, secondo le intenzioni di voto del Corsera, dovrebbero essere solo altre due coalizioni. La Lega Nord e l’Udc/Ncd dovrebbero essere le uniche a superare la soglia di sbarramento del 4%, anche se Scelta Civica e la Lista Tsipras sono pochi decimi percentuali sotto la soglia, e quindi le inevitabili fluttuazioni degli ultimi giorni potrebbero consentire loro di superare la quota.

OSSERVAZIONI - Le elezioni Europee sono da sempre una tornata particolare, da stato a stato. Come osserva il «Corriere della Sera», sono elezioni “strabiche”: se da un lato si vota per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo, dall’altro la scelta – e spesso la campagna elettorale – viene improntata più in ottica locale, per premiare o punire la politica territoriale e nazionale dei partiti. Una sorta di referendum della legislatura vigente, su base europea. Di sicuro il voto del 25 maggio vedrà molta carne al fuoco, considerati anche gli atteggiamenti critici a livello praticamente paneuropeo nei confronti della politica dell’Ue. Basti pensare alle discussioni – e le esplicite proposte programmatiche – che alcuni dei partiti stanno riservando ad una eventuale uscita dal sistema euro.

Francesco Guarino
@fraguarino

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