Elezioni 2013. Berlusconi detta la campagna e la sinistra sbrocca

berlusconi cagnetta vittoria

Silvio Berlusconi con Vittoria (liberoquotidiano.it)

Roma – Niente. Ormai è fatta. Silvio Berlusconi batte indisturbato il ritmo della campagna elettorale e tutti gli altri dietro a seguire. E non c’è verso di invertire la rotta.

Altro che sondaggi Ipsos contro Euromedia, offerta politica, novità di coalizione, primarie, accordi e conta dei seggi al Senato. La campagna elettorale più semplice della storia della sinistra si è trasformata nella solita buriana di ammucchiati pronti all’arrembaggio di Palazzo Chigi. Tutti insieme e appassionatamente contro il Cavaliere: Pd, Sel, Scelta Civica, Bersani, Vendola, Monti, Casini, Fini e via che c’è posto. E sia. Roba vecchia e prevedibile. Ma almeno, dopo tanto faticare e chiacchierare di progresso del Paese e selezione di candidati premier, si spererebbe di vedere il probabile futuro presidente del Consiglio, Pier Luigi Bersani, capace di tener in mano la bacchetta di direttore d’orchestra e sfoderare qualche fendente all’avversario azzurro. Almeno una battuta se non un’idea comunicativa. Qualcosa che riesca a riattirare l’attenzione dell’elettorato. Un suono che faccia capire che Bersani c’è e se c’è batta un colpo. Invece niente.

Cossicché adesso è tutto chiaro: la proposta shock di restituire l’Imu non doveva scuotere agli elettori, doveva traumatizzare i rivali. I quali a farsi tramortire sono sempre pronti e il risultato si vede.

Berlusconi vuol togliere Imu e Irap? Monti rilancia con un piano in cinque punti: via Irpef, Imu, Irap e blocco dell’Iva. Olé!

Berlusconi propone un fondo del Tesoro per permettere ai giovani di aprire un’attività o comprare casa? Il segretario Pd raddoppia: 50 miliardi in 5 anni in titoli di Stato per ripianare i debiti delle imprese creditrici con lo Stato.

Berlusconi vuole detassare le imprese che assumono nuovi collaboratori e creare 4 milioni di posti di lavoro? Bersani rimane con il fiato corto: ‹‹E’ un insulto per l’Italia››.

Berlusconi adotta Vittoria, bella cucciola di cane abbandonata? Il Professore non perde tempo: ospite alle Invasioni barbariche (La7) di Daria Bignardi, si lascia andare alla tenerezza con la piccola Empy: ‹‹Sembra avermi adottato, lei mi permette di portarlo via?››, chiede un Monti in preda al colpo di fulmine canino.

E via di questo passo. Se domani il Cavaliere suggerisse di spedire il numero uno di Equitalia, Attilio Befera, sulla Luna a tassare la coda delle comete, la coppia Bersani-Monti aumenterebbe l’offerta: meglio Marte che tra l’altro è pure pianeta rosso.

Il fatto è che il centrosinistra più che studiare piani per il controllo del pareggio di bilancio, avrebbe bisogno di un piano per l’autocontrollo: training autogeno per non perdere la trebisonda sotto effetto Cav., prima ancora che per non perdere la faccia.

Sicchè, nel marasma, l’unico a distinguersi è il leader del Sel Nichi Vendola. L’uomo con l’orecchino, celebre per l’idealismo che lo contraddistingue, pare che dal momento in cui Bersani ha ufficializzato la liason con Monti, abbia sfoderato in presenza di pochi uno spirito pragmatico senza eguali: ‹‹Se va avanti così perdiamo le elezioni››.

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Mario Monti con Empy (agi.it)

Ecco, appunto. Le elezioni magari no, certo che tra non perdere e vincere c’è differenza. Berlusconi probabilmente perderà alle urne ma ha già vinto: ha fatto recuperare il polo Pdl-Lega riposizionandolo a prima forza all’opposizione, ha ostacolato la corsa del Pd, ha sparigliato le carte del polo Bersani-Vendola-Cgil, ha neutralizzando il Professore obbligandolo a rinunciare alla guida di un nuovo Governo, rischia di conquistare il Senato e nel fare tutto questo, pare si stia pure divertendo parecchio.

Allora la domanda si pone: ma come fa un vecchietto di 77 anni, finito politicamente a sbaragliare tre quinti di universo politico? E soprattutto: come fanno questi a lasciarsi sempre scombinare? E infine: se cadranno poco dopo aver messo piede a Palazzo Chigi, a chi daranno la responsabilità dell’ennesimo fallimento: al vecchietto divertito o a se medesimi ancora incapaci di mettere in piazza un riformismo slacciato dalle cinghie del sindacalismo oscurantista e dai dettami dello statalismo tassaiolo, per avvicinare l’elettorato più vario e non solo quello più schierato?

Eppure la chance c’era: bastava che le primarie, ottimo spunto pre elettorale, avessero designato il reale candidato vincitore, Matteo Renzi, anziché il candidato meglio alloggiato nella nomeclatura del Pd, Bersani. Sarebbe bastato questo. Pazienza.

Chantal Cresta

Foto || liberoquotidiani.it; agi.it; formiche.net

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