Elezioni 2013: anche alla Camera la partita é aperta

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Pier Luigi Bersani (businesspeople.it)

La Camera a Bersani e un probabile pareggio al Senato. Questo é l’esito delle elezioni che tutti i commentatori politici pronosticano fin dall’autunno scorso. Non é detto però che andrà a finire così.

Innanzitutto si ha l’impressione che il Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà siano stati fortemente sopravvalutati. Alle primarie per i candidati al Parlamento svolte il 29 e 30 dicembre hanno votato appena 1,2 milioni di militanti. Al primo turno delle primarie per il candidato Premier hanno partecipato 3.110.210 cittadini e al secondo turno 2.808.662.
Alle primarie dell’Unione del 2005 votarono 4.311.149 italiani e alle elezioni politiche l’Unione prese alla Camera 11.930.983 voti. Quasi il triplo dei voti delle primarie. Se anche questa volta dovessero votare Pd il triplo degli elettori del primo turno delle primarie – cosa per niente scontata visto che molti degli elettori di Renzi potrebbero non votare per Bersani – sarebbero 9.330.000 circa. Cifra che, ammettendo che alle elezioni partecipino l’80% degli aventi diritto, corrisponderebbe a neanche il 24%. Se votassero invece il 75% degli elettori, i quasi nove milioni e mezzo eventuali del Pd sarebbero di poco inferiori al 25%. Se gli astenuti arrivassero addirittura al 30% allora la percentuale del Pd sarebbe attorno al 27%.

Per quello che riguarda Sel, con la scesa in campo di Antonio Ingroia e la sua Rivolizione Civile il partito di Vendola ha perso tantissimi potenziali elettori. Secondo l’ultimo sondaggio Swg pubblicato l’8 febbraio Sel starebbe, infatti, al 3,6%.
Ammettendo che il Centro Democratico di Tabacci arrivi all’1%, nella migliore delle ipotesi possibile, la coalizione di Bersani si fermerebbe attorno al 32%.

Si parla molto della rimonta di Berlusconi ma il Pdl da solo si aggira solamente attorno al 20% (secondo Swg il 19,5): con tutti le liste coalizzate – Lega, Fratelli d’Italia, La Destra, Grande sud, Mpa, Mir (Samorì), Pensionati (Fatuzzo), Liberi da Equitalia – arriva a far paura alla coalizione di Bersani. Secondo Swg, infatti, Berlusconi e i suoi alleati toccano il 27,8%; secondo l’Osservatorio di Renato Mannheimer il 30; per Demos 28,6; per Euromedia research addirittura il 32,7. E questi sono sondaggi fermi all’8 febbraio: tutti gli italiani che decideranno chi votare all’ultimo momento sono un’incognita che probabilmente risulterà decisiva. Il Cavaliere ha avuto il merito politico di raggruppare la stragrande maggioranza delle liste di centro-destra, mentre a sinistra c’é la coalizione di Bersani ma anche Rivoluzione Civile che riunisce Italia dei Valori, Movimento Arancione, Verdi, Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani.

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Silvio Berlusconi (ilovegossip.net)

Insomma, anche alla Camera, il risultato potrebbe essere meno scontato del previsto. La sensazione é che riuscirà a vincere chi uscirà meglio dai propri scandali. Berlusconi é imputato per concussione e prostituzione minorile nel Caso Ruby ed é da poco stato condannato in primo grado a 4 anni per la vicenda sulle presunte irregolarità sulla compravendita dei diritti tv. Roberto Formigoni è accusato dalla procura di Milano di corruzione e associazione per delinquere nell’ambito delle inchieste sulle cliniche Maugeri di Pavia e San Raffaele di Milano. L’ex ministro agli Affari regionali Raffaele Fitto, parlamentare del Pdl, é stato condannato a quattro anni di reclusione per corruzione e illecito finanziamento ai partiti. Il Pd deve fare i conti con lo scandalo dei Monti dei Paschi,la vicenda dell’ ex tesoriere della Margherita Lusi attualmente agli arresti domiciliari in un convento in Abruzzo imputato di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita. Ma anche con lo scandalo riguardante Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni, ex presidente della Provincia di Milano ed ex responsabile della segreteria politica del segretario Pier Luigi Bersani, il cui processo per un presunto giro di tangenti in cambio di concessioni edilizie sulle aree ex Falck e Marelli inizierà il 13 maggio.

In tutto questo a guadagnarci é il Movimento 5 Stelle dato al 18,8% da Swg, al 14-15 da Mannheimer, al 16 da Demos, al 15,8 da Euromedia research. Ma la storia recente ci insegna che i sondaggi con il Movimento 5 Stelle hanno un cattivo rapporto. Prima delle elezioni comunali di Parma il candidato 5 Stelle Pizzarotti era dato al 3,4%. Poi prese il 19,47% al primo turno e il 60,22% al ballottaggio diventando così sindaco. In Sicilia il candidato del M5S alla presidenza della Regione Giancarlo Cancelleri era dato al 7,5%. Ha preso il 18,2%.

Forse l’incertezza non é ai livelli del 2006, ma anche questa volta la possibilità che ci siano grandi sorprese é concreta.

                                                                                                                                        Giacomo Cangi

foto: businesspeople.it;  ilovegossip.net

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