El Baradei ritira la sua candidatura dalle elezioni presidenziali in Egitto

Mohamed El Baradei

Il Cairo – Il Premio Nobel per la pace, nonché ex Direttore Generale della IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), Mohamed El Baradei ha annunciato ieri mattina di aver deciso di ritirare la propria candidatura alle elezioni presidenziali d’Egitto, programmate per il prossimo giugno.

Il Premio Nobel ha motivato tale decisione sostenendo che la situazione del Paese, quasi ad un anno dalla caduta di Mubarak, non è cambiata: ancora oggi i militari detengono il potere e non sembrano seriamente intenzionati a cederlo. Come se nulla fosse accaduto, insomma.

El Baradei era rientrato in Egitto nei primi mesi del 2010 per poter fare la propria parte per il cambiamento del Paese. La sua discesa in campo (sia permesso usare un’espressione tanto odiata quanto in voga dalle nostre parti) aveva suscitato reazioni contrapposte: da una parte coloro che lo salutavano come una sorte di eroe nazionale, dall’altra chi lo riteneva null’altro che un arrampicatore sociale con nessun contatto con il tessuto sociale egiziano.

Nel corso di questo anno, gli sforzi del Premio Nobel per la democratizzazione erano confluiti nella creazione dell’Assemblea Nazionale per il Cambiamento, riuscita ad avere l’appoggio di molteplici fazioni politiche, tra questi anche i Fratelli Musulmani.

Anche in vista di tale notevole risultato, la notizia del ritiro è stata avvertita come un vero e proprio colpo da parte dei sostenitori del Nobel, in particolare quei giovani che si erano prodigati per la raccolta delle firme necessarie per la presentazione della candidatura. Ma anche in questo caso, alla pubblicazioni della notizia, le reazioni non sono state unanimi: delusione e dolore da una parte, comprensione, vista la mancanza di reali cambiamenti,  dall’altra.

L'ex Presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter

La situazione, intanto, preoccupa e non poco il nostro Occidente, visti i risultati delle prime elezioni liberetenutesi nel corso della settimana appena trascorsa: una vittoria schiacciante per i partiti islamici, che raggiungono il 70 % della maggioranza (45 % al Partito di Libertà e Giustizia – vicino ai Fratelli Musulmani – ed un 25 % per gli ultra conservatori del partito Al Nur). Erano, infatti, in molti a ritenere l’ex Direttore IAEA l’unico candidato capace di porsi come un baluardo della Democrazia, e forte del proprio prestigio internazionale, l’unico capace di mantenersi indipendente. Speranze ora sempre più esigue a causa dell’incertezza del divenire.

Ad ogni modo, le dichiarazioni rilasciate e le motivazioni addotte da El Baradei sembrano trovare un riscontro diretto nelle parole di Jimmy Carter, l’ex Presidente degli Stati Uniti, che visitando il Paese durante le elezioni, con la sua Organizzazione di osservatori elettorali, ha dichiarato che i militari sembrano non essere intenzionati a cedere tutto il potere e decisi a  mantenere alcuni privilegi, compromettendo seriamente quei cambiamenti cosi a lungo sperati.

Plinio Limata

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