Ecco Secretbook: nascondere messaggi nelle foto di Facebook

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Secretbook permette di nascondere messaggi di testo all'interno di normali foto di facebook (foto da datamanager.it)

Londra – Si chiama Secretbook  ed è un invenzione dello studente di informatica della Oxford University Owen Campbell-Moore, il quale ha creato uno strumento che rende possibile far circolare in totale segretezza dei messaggi scritti tramite l’uso di immagini.

Lo studente ha messo a disposizione un’estensione per il browser Chrome che consente di nascondere brevi messaggi all’interno delle foto condivise su Facebook. L’unico modo per sbloccare il contenuto è conoscere la password associata. Tramite Secretbook gli utenti di Facebook possono scambiarsi messaggi nascosti nelle foto, immuni dalla rilevazione del social network o, come recita lo stesso sito, “da governi e amici indiscreti”.

Il metodo si basa sulla steganografia, cioè l’arte e la scienza di scrivere messaggi nascosti in modo che nessuno, a parte il mittente e il destinatario, possano leggerli, anzi possano conoscerne l’esistenza. Il progetto utilizza la tecnica nota come “steganografia jpeg” che permette di inserire il testo in una immagine senza cambiarne il contenuto visivo.

Una volta scaricata l’estensione, è sufficiente riavviare la pagina del social network e premere ctrl+alt+a. Compare a quel punto una finestra con cui caricare l’immagine, digitare il messaggio segreto e scegliere una password. La foto è così pronta per essere condivisa e chi è a conoscenza del giochino non deve far altro che digitare nuovamente ctrl+alt+a e inserire la password.

“La tecnica Jpeg Steganography è stata utilizzata più volte in passato, ma questo è il primo software disponibile pubblicamente che permette la compressione dei file (come quando vengono caricati su Facebook) senza danneggiare il contenuto”, spiega Campbell-Moore sul suo blog. Oltre a poter diventare un divertente giochino per intrattenere pubblico su Facebook, Secretbook viene descritto come veicolo per nascondersi da ‘governi e amici indiscreti’. Sull’argomento Campbell Moore ha però voluto precisare che per i terroristi o per chi deve nascondere comunicazioni particolarmente delicate non è la soluzione più indicata, poiché i file contengono numerose modifiche e potrebbe essere relativamente facile scovare quelli ricchi di informazioni. D’altro canto, però, lo studente fa notare che “ bisognerebbe richiedere l’accesso agli oltre 300 milioni di foto caricati su Facebook ogni giorno. Sospetto che neanche l’Agenzia per la sicurezza nazionale lo possa fare”.

Davide Lopez
@davidelopez1986

 

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