Dopo un solo giorno torna il pulsante “Condividi” su Facebook

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Il pulsante “Condividi” è tornato su Facebook

Ritorna il pulsante “Condividi” sul social network Facebook. Il pulsante era stato rimosso ieri e sostituito con “Divulga”, “Pubblica tu”, “Fai circolare”, espressioni che variavano a seconda dell’utente o del contenuto che si voleva pubblicare. La novità è durata però solo un giorno, oggi ha infatti rifatto la sua comparsa il vecchio pulsante. Sembra che Facebook abbia fatto dietro-front dopo che la rete è stata intasata da messaggi di utenti che non erano contenti dell’aggiornamento. In queste ore circola anche la voce che si sarebbe potuto trattare di un esperimento condotto dal social network per capire le reazioni degli utenti al cambiare di elementi a cui sono abituati e in un certo senso affezionati. In ogni caso l’aggiornamento sembra abbia riguardato solo l’Italia. La cosa potrebbe però essere sintomatica di una precisa strategia. L’Italia è infatti un Paese in cui Facebook è molto utilizzato, sia su computer che su smartphone. E se si trattasse di un esperimento condotto per conto di qualche corporation per cercare di capire meglio come funzionano i gusti delle persone e che reazioni hanno al cambiare dell’immagine di un prodotto? O forse era semplicemente un tentativo di diversificare il lessico per non far annoiare gli utenti.

CONTROLLO DEGLI UTENTI O UTENTI CONTROLLATI? - Tutte le ipotesi sono valide. Forse questo evento ha messo in luce quanto conti l’opinione delle persone. Bisogna comunque ricordare che Facebook nel 2012 contava già un miliardo di utenti, mentre nel 2013 è divenuto il sito più visitato del mondo superando anche Google. Con questi numeri e con il suo sistema di comunicazione tra le persone, Fb ha completamente cambiato alcune regole di relazione sociale e di fruizione della pubblicità. Il problema è che di fronte a un panorama tanto ampio non è facile capire ogni aspetto legato a questo social network. Quante volte per esempio sarà capitato che un’azienda abbia condotto –in maniera più o meno lecita – delle ricerche di mercato utilizzando questa piattaforma? E in che modo si è modificata la privacy delle persone?

Andrea Castello

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