Dopo Instagram, anche Whatsapp nel mirino di Facebook?

Whatsapp potrebbe fondersi e integrare Facebook Messenger

La notizia è di quelle che potrebbero scatenare un vero e proprio putiferio nel mondo del web 2.0 e delle nuove tecnologie. Facebook, l’azienda di Mark Zuckemberg dietro all’omonimo social network che ha capitalizzato e rivoluzionato la comunicazione, soppiantando così il vetusto sin dalla nascita MySpace, avrebbe iniziato a studiare la fattibilità dell’acquisto di Whatsapp, il servizio di messaggistica via-internet più famoso e utilizzato al mondo, simbolo dell’evoluzione della chat e cantore del de profundis degli Sms, che celebrano in questi giorni i primi venti anni di vita.

L’acquisizione di Whatsapp, che andrebbe a seguire quella da un miliardo di dollari del popolarissimo social-fotografico Instagram, è allo stato attuale delle cose una mera indiscrezione lanciata dal portale di tecnologia TechCrunch, ma le possibilità che l’assorbimento avvenga potrebbero essere effettivamente molte, in tempi di grandi trasformazioni, capitanate da Google, che solo alcuni mesi fa ha ricevuto l’assenso governativo all’acquisto di Motorola per oltre dodici miliardi di dollari.

Whatsapp è un prodotto di sicuro successo: gratuito per Android, a pagamento (0,89 euro) su iOS, e disponibile gratuitamente per quasi tutte le piattaforme mobili – Symbian, Windows Phone e compagnia bella – permette con un consumo minimo del traffico web disponibile su una gran parte dei cellulari attualmente in uso, di comunicare con amici, familiari e colleghi eliminando il ricorso al vecchio e costoso “messaggino”, che normalmente costa tra gli o,12 e gli 0,15 euro, e si limita al solo testo.

Grazie a questo programmino, invece, la comunicazione si apre, evolvendo a chat mobile, ma con la stessa comodità di base dello Short message system: invio di video e immagini, ricevuta di invio “a video”, conversazioni singole e di gruppo, controllo della disponibilità dell’utente, ne hanno fatto un prodotto irrinunciabile sia in casa che fuori, ed è dunque ovvio che un’azienda come Facebook lo abbia messo nella lista della spesa.

Facebook Messenger, benché sia uno strumento altrettanto interessante, soffre della limitazione da social network: bisogna essere iscritti per utilizzarlo. Whatsapp richiede il semplice numero di telefono della Sim in uso, e poi si sincronizza automaticamente con i contatti della rubrica. Per questo, Zuckemberg e colleghi, che affrontano una crisi societaria senza precedenti dopo il fallimentare sbarco nel mondo borsistico, potrebbero rivolgere gli sforzi finanziari verso questo rivoluzionario sistema per “restare in contatto con i propri cari”, a parafrase uno dei motti del social blu.

Per ora, come dicevamo, non sono emersi né dettagli specifici né tanto meno eventuali costi dell’operazione, trattandosi di una indiscrezione che forse potrebbe rivelarsi anche priva di fondamento. Tuttavia, una cessione del genere aprirebbe nuovi scenari nella comunicazione, e riproporrebbe la tematica della supremazia di un’azienda sulle sue concorrenti. Può essere permesso a Facebook, o altri che siano, di acquisire programmi o interi siti web per poi ridurli a mere funzionalità aggiunte, creando così un danno tanto agli utenti quanto all’acquisito stesso? Con Instagram, ciò sembra non essere avvenuto, ma la prudenza nel mondo di internet non è mai troppa.

Stefano Maria Meconi

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