Domenica di violenze al Cairo

IL CAIRO – Al Cairo le violenze di massa si ripetono senza sosta da almeno tre giorni. Unico risultato: una interminabile scia di sangue.

Sull’Egitto si riallunga l’ombra delle violenze proprio nei giorni in cui il Paese si misura con le prime elezioni libere. Intorno alla mezzanotte, un muro di cemento è stato eretto dai militari lungo una delle principali strade che portano a piazza Tahrir, sede del governo, per bloccare i manifestanti.

Questa mossa ha incrementato non indifferentemente gli scontri già di per sé violenti per le strade. I militari, per di più, hanno risposto alle proteste dei manifestanti con tutto quello che capita loro a tiro. Appostati come cecchini sui tetti degli edifici, colpiscono a caso.

Il compito dell’esercito è quello di difendere la stabilità al potere del consiglio supremo delle forze armate che dalla caduta di Mubarak ha preso in mano il Paese.

A detta del primo ministro Kamal al Ganzuri, gli scontri rappresentano «una controrivoluzione di elementi infiltrati che non vogliono il bene dell’Egitto».

(Foto: euronews.net / laprovinciadisondrio.it)

Stefano Gallone

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