Dodicenne va in bici in autostrada: «Voglio tornare da mia madre»

Una bici in autostrada. Manovra illegale, ma anche dettata dalla disperazione in questo triste caso

Una bici in autostrada. Manovra illegale, ma anche dettata dalla disperazione in questo triste caso

Torino – Chissà che sorpresa, per l’automobilista Massimo Sarno, è stato scorgere la figura di una bici in autostrada guidata da un bambino che, con tutta la forza possibile, pedalava nella sua stessa direzione, verso cioè Torino. La storia ha dell’incredibile: l’infante, scappato da una casa d’accoglienza, voleva ricongiungersi con la madre, che vive nel capoluogo piemontese.

LA STORIA – L’automobilista, un 46enne, ha visto il bambino in bicicletta e, con una manovra peraltro rischiosissima, ha parcheggiato nella corsia di emergenza, facendo sì che il pedalatore si fermasse, e ha iniziato poi a richiamare l’attenzione degli altri automobilisti, per evitare un drammatico incidente. «Lasciami passare, devo tornare a casa a Torino», lo ha subito redarguito il dodicenne, che gli ha poi spiegato le ragioni del suo gesto: «Vado alle elementari. Ma mi hanno sospeso da scuola perché ho massacrato di botte un mio compagno». Una storia di disagio sociale, che vede il bambino più volte fermato dalle forze dell’ordine per essere scappato dalla casa di accoglienza di Villafranca d’Asti, come testimoniano le sue stesse parole al Sarno: «Non mi importa niente della macchina dei poliziotti. Sono già stato su quella dei carabinieri».

LA DIRETTRICE DELL’ISTITUTO - La direttrice dell’istituto, che aveva subito contattato le forze dell’ordine per rintracciare il bambino scomparso, ha rilasciato dichiarazioni molto dure in forma anonima, confermando così la dolorosa storia del dodicenne: «Non dico neanche una parola sulla situazione di questo bambino, perché fare anche il minimo accenno, rendere pubblico anche un solo dettaglio, potrebbe mettere a rischio la sua sicurezza. Non posso parlare. Non devono sapere che è qui».   Un’insegnante, che lavora in una scuola che coadiuva l’azione della comunità, conferma: «Qui abbiamo diversi alunni che arrivano da quella stessa comunità protetta. Purtroppo sono bambini che non possono neppure fare la foto di classe, per non rischiare di essere riconosciuti».

L’EPILOGO? - Un episodio triste, che poteva trasformarsi in tragedia, se il bambino con la bici in autostrada fosse rimasto vittima di un incidente, ma che fortunatamente non è accaduto grazie alla prontezza di riflessi dell’automobilista, al quale va riconosciuto un pubblico encomio. E il bambino non rinuncerà, almeno per ora, al ricongiungimento con la madre: «Portatemi pure in comunità, tanto scapperò ancora. Io scapperò sempre. Voglio andare da mia madre. È con lei che voglio stare». Come dargli torto?

Stefano Maria Meconi

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