Delrio, tassare i Bot serve per il lavoro ma le coperture non bastano

Delrio tassare i bot

Graziano Delrio (www.iorioimmobiliare.it)

ROMA - Il Governo Renzi, oltre a ciò che è stato detto nel discorso dell’ex sindaco fiorentino pronunciato al Senato, inizia  a macchinare le proprie risposte. Graziano Delrio, sottosegretario a Palazzo Chigi e fedelissimo del neo-premier Matteo Renzi – con il quale ha stilato la lista dei ministri da incaricare – ha reso nota la sua ricetta per ridurre la tassazione sul lavoro: tassare le rendite finanziarie di chi ha investito in titoli di Stato Bot e Btp.

Le fonti di reddito con cui finanziare il calo delle tassesaranno, stando alle intenzioni di Delrio, fondi di investimento, titoli di Stato e azioni. Più basso risulterà essere il prelievo sui fondi pensione, che però ad oggi risulta decisamente inferiori rispetto agli altri.

DELRIO, TASSARE I BOT PER IL CUNEO FISCALE – Puntare alla creazione di posti di lavoro, rimodulare le aliquote su tasse, dare uno shock al problema del costo del lavoro: sono i primi obiettivi annunciati ieri – in anticipo rispetto ai punti trattai oggi da Renzi – sui quali il nuovo esecutivo cercherà di convogliare alcune delle proprie energie. Sarà possibile intervenire su questi temi soltanto attraverso una rimodulazione delle tassazioni. Secondo Delrio queste dovranno spostarsi su consumi e sulle cose – come già si è iniziato a fare con Iva e Imu – per rifuggire soprattutto dal cuneo fiscale che nuoce in maniera troppo eccessiva sul lavoro.

Renzi infatti si aspetta dall’operazione un altro aiuto al taglio dell’Irap, ma solamente nei termini in cui la sua azione sarà possibile. Infatti già a partire da questo primo punto si intravedono notevoli problemi di natura politica: Angelino Alfano non sembra intenzionato a cedere, e appare deciso nel procedere per la sua strada, ovvero al riecheggiare del motto anti-tasse.

Ma al momento le opzioni sembrano due: o incidere sui risparmi di chi ha investito in titoli di stato – e quindi si parla di cifre significative, vale a dire oltre i 100 mila euro. Oppure pensare ad un ipotetica patrimoniale.

La partenza del Ncd, con il piede teso e pronto per fare lo sgambetto ai nuovi lavori, c’era da aspettarsela. Il problema in ogni caso resta sempre quello: le coperture. A fronte di una spesa pubblica estremamente consistente, è comprensibile da parte del centro-destra che si consideri assurdo il fatto che non si riescano a trovare risorse. Ma a questo punto sarebbe però giusto da parte di Alfano indicare dove trovarle, piuttosto che rifiutare a priori ogni tipo di accordo sulle proposte, senza però mettere sul tavolo le proprie. Perché altrimenti si sarà pure fatto un nuovo governo, ma in queste condizioni dallo stallo economico non si esce.

Delrio tassare i bot

Angelino Alfano (www.telemia.it)

DELRIO, TASSARE I BOT E’  PARTE  DI UN PIÙ AMPIO LAVORO - Già nel 2012 Mario Monti aveva tentato la stessa mossa, ovvero quella di alzare la tassazione sulle rendite finanziarie, ma non era arrivato a toccare anche i titoli di Stato. In questo modo si era riusciti ad allinearsi alla media europea, ma rimanendo distanti da essa per quanto riguarda i Bot. A questo punto l’obiettivo che solo ora avrebbe intenzione di mettere in campo il sottosegretario Delrio sarebbe quello di portare anche questi sullo stesso livello, completando in questo senso il percorso già iniziato 2 anni fa. Cercando così di far arrivare l’Italia al semestre Europeo con “i conti in ordine”, ovvero con le stesse regole che già vigono negli altri Paesi di casa Europa. E non con la lingua lunga come è accaduto fino ad oggi.

Secondo quando dichiarato dal Pd, che ha posto una precisazione in successione all’intervista televisiva di Delrio, niente patrimoniale o prelievi forzosi, ma soltanto qualche “spesuccia” in più per chi detiene buoni risparmi. «Non sarà un problema di salute se una signora con più di 100 mila euro paghi 30 euro in più» ha detto ironicamente Delrio, alleggerendo i toni.

Le questioni a cui si dovrà far fronte però sono anche altre. Vale a dire trovare i soldi per le regioni; sistemare il codice del lavoro in una prospettiva di forte semplificazione normativa; infine far fronte alle polemiche che giungono dalle varie parti politiche, che non sono soltanto il centro-destra, ma anche i sindacati. Infatti anche Susanna Camusso, la segretaria generale della Cgil, ha dichiarato di non gradire molto le attuali intenzioni del Partito democratico, preferendo una patrimoniale rispetto ad un ulteriore salasso del ceto medio, che secondo quanto da lei dichiarato «ha già pagato abbastanza la crisi».

Tutto questo andrà fatto cercando di non sforare il 3% del tetto deficit\Pil, e facendo fronte ai vari appuntamenti che in settimana si presenteranno per quanto riguarda i mercati. Per il primo caso già Delrio ha sottolineato che si tratterò solamente di una rimodulazione delle aliquote, e quindi non si rischia di danneggiare il rientro nei parametri europei. Per la borsa invece bisognerà attenderne gli esiti con gli occhi puntati, e vedere quindi come reagiranno.

Anche Cottarelli si è dichiarato finalmente pronto a presentare il suo piano di tagli alla spesa, intenzionato a recuperare risorse per almeno 2 punti percentuali di Pil, pari a 32 miliardi.

Ma toccherà però al nuovo ministro Pier Carlo Padoan impegnarsi nei tagli alla spesa che deriveranno da tutto ciò, per poter lavorare sulla crescita. Ridurre Irpef e Irap, in previsione di un ribasso del costo del lavoro – con una percentuale Irpef da assegnare in busta paga che passerebbe dal 23% al 45% – non sembra cosa semplice, visto i precedenti storici. Ma ci si augura  che non sia cosa impossibile.

Francesco Gnagni

@FraGnagni

Foto: www.iorioimmobiliare.it ; www.telemia.it

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