Dell’Utri: la Cassazione annulla la sentenza di condanna

Annullata con rinvio la condanna in secondo grado a Dell'Utri (liberoquotidiano.it)

La Cassazione ha preso la sua decisione definitiva sul caso Dell’Utri. Dopo 3 ore di camera di consiglio, è infatti arrivata, nella tarda serata di ieri, la decisione di annullare con rinvio la sentenza del processo che portò, nel giugno 2009, alla condanna a 7 anni di reclusione del senatore Pdl Marcello Dell’Utri. Per lui l’accusa era di concorso esterno in associazione mafiosa.

Accogliendo dunque la richiesta proveniente dalla stessa Procura della Cassazione, la Corte ha stabilito che il processo di secondo grado sarà ripetuto, sempre a Palermo, anche se dinanzi a giudici differenti. Come sottolineato dal procuratore Francesco Iacovello, la necessità di una decisione di questo tipo è stata dettata dalle «gravi lacune» di tipo giuridico che hanno contraddistinto il primo processo condotto dalla Corte di Appello di Palermo. A pesare sulla scelta della Cassazione, in particolare, la mancanza di motivazione alla condanna, incapace di specificare la condotta contestata a Marcello Dell’Utri.

Dunque, a breve, tutto da rifare, con un occhio di riguardo nei confronti dei tempi di prescrizione, che non scatteranno però prima dell’estate del 2014. Malgrado la richiesta originaria dei suoi legali fosse il totale annullamento del procedimento, Dell’Utri ha comunque accolto positivamente la decisione della Cassazione. Ai suoi legali, avrebbe addirittura confessato la gioia di essere finalmente giudicato in maniera serena.

Hanno espresso grande soddisfazione anche gli avvocati Giuseppe Di Peri e Pietro Federico: «La decisione della Cassazione dimostra che nei confronti di Dell’Utri sono stati fatti dei processi contrari al diritto, e la Suprema Corte, nonostante le pressioni che si sono manifestate in questo ultimo periodo, ha preso una decisione coraggiosa ma pienamente aderente ai principi del corretto funzionamento della giurisprudenza». I legali hanno poi ribadito l’intenzione di non puntare sulla prescrizione: sarebbe intenzione precisa di Dell’Utri quella di provare la sua totale innocenza.

Mara Guarino

Foto homepage via: fanpage.it

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Una risposta a Dell’Utri: la Cassazione annulla la sentenza di condanna

  1. avatar
    FRANCESCO BUFFA DESIGNER 10/03/2012 a 12:16

    “…nessun imputato deve avere più diritti degli altri ma nessun imputato deve avere meno diritti degli altri…..” ma questo insegnamento di “diritto” perché? Ha il sapore di una scusante sul “giudicato”, ma qualunque buon cittadino italiano sa benissimo che non vanno commentati i giudizi della corte suprema di cassazione, inutile dunque questa premessa! – “Finalmente ho trovato una magistratura che mi ha giudicato in maniera serena” ha ovviamente commentato l’interessato, ma questo commento ovviamente è giustificato e legittimo, praticamente si ha la sensazione che sono stati condannati i giudici di Palermo! E se non va commentato il giudizio della cassazione spero sia lecito, anche se rischioso stante la splendente realtà che viviamo, esprimere solidarietà ai giudici palermitani, quelli che vengono ancora una volta lasciati soli, quelli della “lacunosa motivazione” che continuano a rischiare la vita per confermare l’affermazione della verità e il loro onore, quell’onore che costò la vita al giudice Falcone assassinato dalla mafia, quello che aveva spiegato a chiare lettere cosa fosse il concorso esterno in associazione mafiosa, quello praticamente che più non esiste e se qualcuno ci crede, non deve commentare! C’è chi ha titolo indiscusso di parlare in nome del popolo italiano, per non parlare di Borsellino! Che il titolo lo possedeva, ma stranamente è stato messo a tacere! E siccome il senato è pieno di senatori innocenti, tanto innocenti che per garantire la loro innocenza sono addirittura costretti a farsi le leggi, perché meravigliarci dunque quando l’Europa ride a telecamere aperte quando parla dell’Italia o indignarsi perché i servizi segreti inglesi fanno un blitz senza neanche avvisarci, è ovviamente normale pure questo! – quante generazioni dovranno passare perché tanto fango possa essere definitivamente cancellato?

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