Dead drops: un muro per il file sharing

Da Facebook ai numerosi social network, “condividere” è un termine abusato per i navigatori della rete…ma chi l’ha detto che per condividere bisogna per forza essere connessi a internet?
Aram Bartholl, artista berlinese trapiantato a New York, ha ribaltato il concetto di file sharing grazie al progetto “Dead Drops”, espressione mutuata dalla terminologia dello spionaggio che rappresenta una location segreta dove due persone possono scambiarsi informazioni o altro senza incontrarsi direttamente.

Per Aram Bartholl, invece, tale definizione indica un modo di condividere immagini, video, arte e testi in formato digitale. La sua è un’installazione di file sharing urbano sviluppata all’Eyebeam Art & Technology Center di New York nell’ottobre 2010: l’artista sparge per la Grande Mela comuni pennette USB e le cementa fisicamente nei muri e nell’arredo urbano.

Chiunque voglia può sperimentare Dead drops recandosi con il proprio laptop nei luoghi indicati nella mappa che si trova sul sito web dedicato, e collegarsi al connettore USB di un flash drive che spunta dal muro.

A questo punto potrà copiare o condividere qualsiasi file di proprio gradimento.

Ogni Dead drop contiene il file deaddrops-manifesto.txt che spiega sommariamente come funziona il progetto, la cui diffusione è incrementata dalle accurate istruzioni inserite per poterlo replicare facilmente.

Un aspetto decisamente interessante di Dead Drop, infatti, è la sua replicabilità; chiunque può inserire una scheda nel muro della propria città e segnalarlo sulla mappa presente sul sito, ideato in seguito al feedback positivo dell’opera di Bartholl.
Dead Drops è incentrato sulla critica al cloud computing, una tecnologia basata sull’utilizzo di risorse hardware e software distribuite in remoto, che presenta forti incognite relative alla privacy dei dati e alla loro sicurezza. Tutti i lavori di Bartholl approfondiscono l’interazione delle persone all’interno di spazi pubblici e le relazioni sociali derivanti dalla condivisione dei dati.

Partendo dalle prime cinque memorie installate dall’artista a New York, oggi sono disponibili in tutto il mondo 104 dead drops per una potenza complessiva di 256 Gb. In Italia è possibile trovare qualche scheda  a Napoli, Roma e una a Verbania.

Una sensibilità artistica che mira a una fruizione diffusa e a una condivisione maggiore tra anonimi utenti.

Fiduciosi verso la costruzione di questa nuova rete off line…attenzione ai virus!

di Benedetta Rutigliano

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