Ddl Boccadutri: Renzi non ha rottamato la vecchia politica

Renzi

Matteo Renzi (formiche.net)

C’era una volta un giovane sindaco di Firenze apprezzato da molti che voleva cambiare la politica e che, ipotizzando un suo primo intervento da Presidente del Consiglio, diceva di voler fare «Una legge anticasta», «Via il vitalizio sarebbe il mio primo provvedimento da premier. Se non metti mano al tuo vitalizio come puoi pensare di essere credibile davanti al pensionato, al cassaintegrato?». Lo stesso giorno, il 2 novembre 2012, lo stesso Renzi scriveva: «La politica non deve aver paura: si facciano subito le riforme necessarie a restituire credibilità. Via il finanziamento pubblico ai partiti, dimezziamo il numero dei parlamentari, via il privilegio odioso del vitalizio e dimezzamento delle indennità». Pochi mesi dopo, 12 Marzo 2013, lo stesso Renzi scriveva su Twitter: «Per me il finanziamento pubblico ai partiti va abolito. Lo dico dalle primarie. Ma adesso no polemiche interne al PD: pensiamo all’Italia, non a noi».

DDL BOCCADUTRI - Che fine ha fatto quel Renzi che voleva cambiare verso all’Italia? Ieri il Senato ha approvato in via definitiva una legge – il ddl Boccadutri – grazie al quale i partiti riceveranno nel complesso più di 45 milioni. Vero è che, come ha riportato l’agenzia Agi, i partiti avevano già «ottemperate tutte le disposizioni di legge» per ottenere questi soldi, ma «la Commissione di garanzia in questione non è riuscita a portare a termine i controlli, per mancanza di personale».

SI PRENDONO I SOLDI - Tenendo presente cosa diceva Renzi fino a poco tempo fa, sarebbe legittimo pensare che il partito guidato dall’ex sindaco di Firenze abbia votato contro il ddl Boccadutri. Ma il Partito Democratico di Renzi ha invece votato a favore sia alla Camera che al Senato. Alla Camera hanno votato a favore anche alcuni volti noti del Pd come Anna Ascani, Giovanni Cuperlo, D’attorre, Roberto Giachetti, Gennaro Migliore, Andrea Romano, Ivan Scalfarotto. Quando si tratta di soldi, improvvisamente scompaiono i dissidi fra i renziani e la minoranza del pd, e non ci sono differenze neanche fra chi prima di approdare nel Pd ha militato in un partito di sinistra e fra chi invece proviene da un partito di centro.

Che fine hanno fatto il pensionato ed il cassaintegrato di fronte ai quali la politica deve tornare ad essere credibile? Perché Renzi non rottama certe vecchie abitudini della vecchia politica come diceva di voler fare?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: formiche.net

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