Datagate, prime ammissioni di Facebook

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Le prime rivelazione di Facebook riguardo il Datagate (ict4executive.it)

San Francisco – Prosegue il caso Datagate e iniziano a saltare fuori anche le prime ammissioni. Questa volta è il turno del più grande social network mondiale, Facebook. Tramite il suo legale, Ted Ullyot, Fabebook fa sapere su un blog che nella seconda metà dello scorso anno ha ricevuto tra le nove mila e le dieci mila richieste di dati utilizzatori da vari enti governativi statunitensi. Richieste che riguardavano gli account di circa 18 mila dei propri  utenti.

Rende sempre noto Ted Ullyot che l’azienda ha reso noto l’informazione solo ora in quanto nei giorni scorsi ci sono stati vari incontri tra il social network e i responsabili della sicurezza nazionale ai quali ha fatto un seguito un primo accordo in cui l’azienda poteva rendere di pubblico dominio l’informazione di questi dati. Il polverone Datagate si alza ancora di più e non poteva essere altrimenti visto che siamo solo all’inizio. Di chi saranno le prossime ammissioni?

Tiene sempre a precisare Facebook nella nota, che intende fornire nuovi dati a riguardo non appena avrà ricevuto il via libera dalle autorità governative. E proprio per questo motivo, insieme ad altri colossi del web, come Microsoft e Google, sta facendo pressione sul governo affinché il tutto venga chiarito una volta per tutte e che tutti i dati vengano finalmente rivelati. L’obiettivo primario in questo momento è infatti quello di distaccarsi dal progetto Prism dopo le rivelazioni bomba dei giorni scorsi che hanno messo in imbarazzo la Casa Bianca, cioè quando l’ex tecnico della Cia, l’informato 29enne Edward Snowdenl ha rivelato in una video-intervista al Guardian pubblicata l’8 giugno di essere la fonte degli scoop sulla gigantesca raccolta dati sui privati cittadini negli Usa, mostrando al mondo il lato oscuro della rete.

Stefania Galli

foto: ict4executive.it

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