Damien Hirst: il giro del mondo in 11 Gagosian

Damien Hirst davanti ad uno dei suoi Spot Paintings

The Complete Spot Challenge 1986-2011. Per gli appassionati di arte contemporanea, quelli che però uniscono all’amore per le opere in sè anche il piacere e la curiosità di seguire i più cool tra gli eventi, vernissage o fiere internazionali, potrà bastare questo titolo per capire di che – e soprattutto di chi – si sta parlando. Associare arte contemporanea alla parola Spot non può che rimandare a lui, il più celebrato e amat-odiato degli artisti saliti agli onori del mercato dell’arte sotto l’etichetta YBAs (Young British Artists): Damien Hirst.

Da quando, verso la metà degli anni  ’80, l’allora praticamente sconosciuto e ventenne Hirst realizzò il primo Spot Painting è trascorso un quarto di secolo e, insieme al moltiplicarsi di questi dipinti pieni di punti colorati (spots, appunto) fino a superare ampiamente la soglia dei 1000 pezzi tutti diversi tra loro, è cresciuta in maniera esponenziale anche la capacità dell’artista di stupire, far parlare di sé, provocare, affascinare.

Passato attraverso la realizzazione di opere choc come lo squalo in formaldeide (The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living, 1991) o il teschio tempestato di diamanti (For the Love of God, 2007), Hirst ha avuto quale leit motiv creativo quello dell’assieparsi, ma con ordine e rigore, di tondi multicolori su fondi bianchi: massimo della ripetizione unito al massimo dell’unicità considerato che nell’ultimo pezzo della serie non vi sono, tra  i 25.781 spots, due pallini dello stesso colore. Non poteva che diventare, quest’ossessione pittorica, oggetto esclusivo di una mostra capace, esattamente con lo stesso spirito di duplicità monotonia-unicità degli Spot Paintings, di raccogliere 300 di queste opere – probabilmente ‘intollerabili’ se riunite tutte nello stesso luogo – sparse in 8 città del mondo sedi di altrettante Gagosian Gallery.

Una Spot Painting formato extra-large

La rete di luoghi espositivi legati al nome del gallerista statunitense Larry Gagosian copre l’intero globo partendo proprio dalla città natale del facoltoso collezionista, Los Angeles: oltre a Beverly Hills, infatti, si trovano sedi a New York (ben 3), Londra (2) e a seguire Parigi, Ginevra, Roma, Atene e Hong Kong (1). A partire da giovedì 12 gennaio tutte vedranno gli spots di Hirst invadere e dominare la scena, accompagnati (non c’era da metterlo in dubbio) da una App per iPad appositamente studiata e realizzata: si tratta di Issue#3, applicazione gratuita non ancora scaricabile e su cui si possono avere al momento informazioni scrivendo a ipad@gagosian.com, grazie alla quale si potranno guardare le opere in maniera assolutamente non convenzionale. La durata dell’esposizione è diversa perché vede in alcune gallerie Gagosian una chiusura al 10 o al 18 febbraio (Hong Kong, Beverly Hills, New York, Londra, Parigi), in altre al 10 marzo (Atene, Roma) o addirittura al 17 (Ginevra).

Ma perché questa singolare distribuzione?

Gli organizzatori non sembrano essersi espressi a riguardo, ma potrebbe forse essere legato ad una suggestiva iniziativa lanciata al pubblico: tutti coloro che riusciranno a visitare al gran completo le 11 sedi avranno la possibilità di ‘vincere’ uno Spot originale dipinto da Hirst e impreziosito da una dedica personale con autografo. Occorrerà quindi un po’ di tempo per potersi muovere ad esempio tra la Grande Mela – con le sue 3 Gagosian (West 21st Street, West 24th Street, Madison Avenue) -  e Roma (via Francesco Crispi, 16), per poi volare su Londra e da lì raggiungere Hong Kong, ma considerate le quotazioni delle opere dell’artista di Bristol potrebbe quasi valere la pena programmare, nel giro del prossimo mese e mezzo, un tour tra le diverse location: ognuna delle mostre realizzate dal suo gallerista di fiducia su Londra, Jay Jopling del White Cube, pare frutti sempre vendite per oltre 100 milioni di euro e il famoso teschio, sopra menzionato, ha raggiunto una quotazione da solo di 74 milioni di euro. Se ci state pensando tutti i dettagli per registrarsi sono sul sito della Gagosian Gallery.

Che pensiate oppure no che Hirst sia un genio o un artista di talento, una cosa è innegabile: anche questa mostra è destinata a lasciare un segno nel panorama dell’arte contemporanea. Punto, anzi Spot, e basta.

Laura Dabbene

Foto  hypebeast.com, liquida.it, www.gagosian.com

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