Da David Byrne al Gallery Weekend meneghino: bicicletta superstar!

Come intraprendere piacevoli tour urbani, all’insegna dell’arte o da semplici visitatori, con il mezzo di trasporto più dinamico e salutare che c’è

di Natalia Radicchio

David Byrne

Chi l’avrebbe mai detto che uno dei geni più indiscussi della musica contemporanea, David Byrne, cofondatore dei Talkin Heads, artista visivo e regista sarebbe stato un giorno il guru della bicicletta?

Nel suo libro Diari della bicicletta (tanto per parafrasare simpaticamente quelli della motocicletta di Che Guevara), appena uscito per Bompiani e già tradotto in tredici Paesi, Byrne si dichiara infatti cultore devoto di questo glorioso mezzo di trasporto, svago, attività sportiva, pratico e salutare, nonché ecologico. «È molto liberatorio, è un piacere sentire il vento sul viso. E la libertà maggiore è poter andare e fermarti dove e quando vuoi, guardare, vivere la strada e al tempo stesso senza venirne troppo coinvolto. Lo trovo perfetto», ha affermato l’artista in occasione del festival “Le Conversazioni, scrittori a confronto: Human rights” di Capri.

Da quando ha scoperto la bicicletta pieghevole, è diventata la sua fedele compagna di viaggio e di tour in tutto il mondo. E viaggiare per New York, Istanbul, Manila, Berlino, Buenos Aires pedalando, gli avrà certo concesso di vedere quei luoghi in una luce diversa, più “libera”. Perché è proprio un eccitante contagioso senso di libertà a venir fuori dalle pagine del suo libro: attraverso la bicicletta, questa insolita finestra panoramica su paesaggi urbani tiranneggiati dall’automobile, lo scrittore racconta aneddoti e curiosità, mode e tendenze, musiche e personaggi singolari.

Dai primi anni ottanta Byrne utilizza dunque la bicicletta come mezzo di locomozione, promuovendo così l’impegno per la mobilità sostenibile e la qualità della vita urbana.

Da qualche anno anche in Italia molte città offrono il servizio di bike sharing (letteralmente “condivisione della bicicletta”) per favorire la mobilità dei cittadini e l’abbassamento del tasso d’inquinamento. Sono più di un centinaio e fra queste, l’unico servizio paragonabile a quello di altri paesi europei per sviluppo e utilizzatori è quello di Milano.

Quest’anno grazie a BikeMi – il bike sharing pubblico milanese - è stato possibile visitare le mostre della quinta edizione dello Startmilano (www.startmilano.com), l’Associazione delle 38 gallerie d’arte contemporanea della città, spostandosi in bicicletta. Attraverso percorsi appositamente studiati e con l’ausilio di una guida in accompagnamento, i visitatori-ciclisti hanno potuto coprire agevolmente le distanze tra le sedi aderenti all’iniziativa.

La bicicletta: comoda, veloce ed ecologica

Grazie anche agli orari prolungati fino alle 22 e all’apertura domenicale, a partire da venerdì 17 e per tre giorni, numerosi fra visitatori occasionali e appassionati si sono lanciati in una full immersion nel contemporaneo, con le inaugurazioni delle gallerie alla presenza di artisti e curatori, gli eventi collaterali di spazi espositivi e l’affiancamento del centro culturale svizzero e di quello francese.

Sabato 18 al mattino si è tenuto, presso la Fondazione Stelline, il convegno sul tema Materia Contemporanea. Indagine sul restauro e la conservazione nell’arte del XXI secolo, con la partecipazione di alcuni tra i principali esperti nazionali ed internazionali del settore. Il giorno seguente presso l’Auditorium del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, c’è stata l’entusiasmante proiezione in anteprima Italiana di Herb & Dorothy, pluripremiato film documentario di Megumi Sasaki sulle vicende di un’atipica coppia di collezionisti, lui impiegato postale e lei bibliotecaria, riusciti a costruire negli anni un’importante collezione d’arte contemporanea.

Degne di nota le personali di: Mike Giant, che si riconferma Maestro del tratto in bianco e nero alla Galleria Antonio Colombo; Roland Flexner e Matthew Monahan presso la Galleria Massimo De Carlo; Matthias Bitzer con le sue combinazioni disegno, pittura e scultura alla Galleria Minini. Gratificante è stata la mostra collettiva No fear Beyond this point di Sebastiaan Bremer, Marco Di Giovanni, Arthur Duff, Maria Friberg, Arcangelo Sassolino e Jari Silomäki, alla Galica, in zona Porta Romana.

Interessanti anche i contributi degli spazi e delle gallerie “extra” che, essendo istituzione pubblica o non raggiungendo i due anni richiesti per entrare nell’associazione, hanno proposto apprezzabili artisti internazionali, ad esempio il Docva con William Cobbing e la PrometeoGallery con Driant Zeneli.

Questo è solo un minuto accenno al cospicuo calendario che fa dello Startmilano un’esperienza culturale straordinariamente dinamica.

Tanto dinamica che tre giorni però sono un po’ troppo pochi. E non basta una bicicletta per far prima. Occorrerebbe un allenamento sostanzioso! Ma per il momento lasciamoci trasportare dalla mite pedalata che libera la mente e dona euforia e consapevolezza dell’ambiente circostante. E buon pedale a tutti!

FOTO VIA: www.musictimes.com; http://padernoforum.blogspot.com; www.capobianchi.it

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