D’Alema attacca Renzi: ‘contro di me linciaggio di tipo staliniano’

Tagliente dichiarazione di D’Alema, intervistato da Il Corriere della Sera: 'Renzi danneggia il Pd rinnegando la storia comune del nostro partito'

Massimo D'Alema (www.blitzquotidiano.it)

Massimo D’Alema (www.blitzquotidiano.it)

«Renzi? Danneggia il Pd, svilisce la nostra storia comune». L’ex premier Massimo D’Alema si lascia andare ad un tono altero e beffardo ai microfoni de Il Corriere della Sera. Il duro attacco nei confronti dell’attuale Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, potrebbe apparire come l’ennesima manifestazione dell’ormai consolidata disputa intestina in seno al Partito Democratico, eppure le parole di D’Alema mettono in evidenza una «rottura sentimentale» tra il Pd e una parte degli elettori «ben più grave di una rottura politica».

LA DICHIARAZIONE DI D’ALEMA  – Una parte degli elettori di sinistra ha «rotto con il Pd, e difficilmente il Pd li potrà recuperare. Non lo dice un gufo – spiega Massimo D’Alema – lo dice uno che resta nel Pd, seppur maltrattato». E aggiunge: «Sarebbe saggio cambiare tono. Perché c’è qualcosa in Renzi che va al di là delle scelte politiche, è proprio questo tono sprezzante e arrogante verso le persone del nostro stesso mondo, verso la nostra stessa storia». Alla parodistica rappresentazione della politica italiana degli ultimi vent’anni come una interminabile zuffa miracolosamente salvata dall’apparizione dell’ex sindaco di Firenze, D’Alema proprio non ci sta. Secondo il fedelissimo democratico non si tratta che di una strategica «sciocchezza pubblicitaria».

L’INGRATO RENZI – Uno sprazzo di lealtà meritocratica investe la politica tricolore. L’ex premier punta il dito contro la mancata gratitudine del leader del Pd: «Renzi dovrebbe riconoscere quel che ha avuto in eredità. Tra gli elementi che contribuiscono alla crescita del Pil c’è l’Expo, che Renzi ha ereditato dal governo Prodi, senza avere il buon gusto di dire almeno grazie». Secondo D’alema il premier avrebbe assunto un atteggiamento ignobile anche nei confronti del suo predecessore: «Enrico Letta ha messo in sicurezza il Paese. E Renzi ne parla in modo inutilmente sprezzante».

IL LINCIAGGIO STALINIANO - D’Alema ammette di aver avuto egli stesso modi contrari alla cordialità e al rispetto: «e infatti ho sbagliato» – dice – «e ho pagato un prezzo per questo. Ma posso essere stato spigoloso; non sono cattivo, né vendicativo. Io ho difeso con spigolosità le mie idee; non ho mai massacrato le persone». D’Alema spiega di essere stato «coperto di insulti per aver fornito in un dibattito qualche dato oggettivo: nei sondaggi siamo precipitati dal 41% al 32; e le regionali hanno confermato la tendenza. Per ordine dall’alto è iniziato un linciaggio di tipo staliniano. Il Pd sta abbandonando molti valori della sinistra, ma non i metodi dello stalinismo”. Anche gli ex fidi alleati ora passati a Renzi come Matteo Orfini, Latorre, Velardi e Rondolino, secondo D’Alema sarebbero stati tristemente influenzati da tale tendenza: «Mi fa un certo effetto di tristezza. Colpisce la solerzia con cui alcuni si impegnano nelle polemiche contro di me. Anche questo appartiene al metodo staliniano: fare attaccare i reprobi dai vecchi amici, dai familiari».

Antonietta Mente

@AntoMente

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