D’Alema e “l’inciucio” che non va giù al Pd

Ancora spaccature nel Pd. L’ipotesi del compromesso con il governo proposta da D’Alema, fa storcere il naso all’interno del partito. Bersani: «La linea la decido io»

di Nicola Gilardi

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Pierluigi Bersani

Roma – Dopo l’apertura di Massimo D’Alema alle riforme condivise con il governo, caldeggiate dal ministro dell’Economia, Tremonti, si è aperta un’ampia spirale di polemiche. A riscaldare il clima ci aveva pensato già Antonio Di Pietro, dicendo che: «Chi prova a dialogare con Berlusconi è come Pilato» e rilanciando poi che «il Pdl tende tranelli». Di parere opposto, invece, è sicuramente Nicola La Torre, appartenente all’ala dalemiana, che ha parlato di «disarmo bilaterale» per affrontare le riforme necessarie al paese.

In molti pensavano che Bersani fosse “manovrato” proprio dall’ex ministro degli Esteri D’Alema, invece non si è fatto attendere il repentino «niet» al compromesso, rimarcando la linea, abbracciata anche da Rosy Bindi che ha dichiarato: «Nessuno ci chieda scambi perché non saremo mai disponibili. Non voteremo mai leggi “ad personam” per l’impunità del premier, e la nostra continuerà ad essere un’opposizione ferma».
Se l’inciucio quindi viene accantonato, Bersani apre la via ad un «confronto», ma, dichiara: «Il posto giusto è il Parlamento e ormai dovrebbe essere chiaro che noi non solo ci stiamo a confrontarci sulle riforme, ma chiediamo che questo Paese si dia delle riforme».

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Pier Ferdinando Casini

A far vacillare è però il parere dell’Udc, con cui Bersani vorrebbe creare un’alleanza. Il partito di Pier Ferdinando Casini, infatti, sarebbe propenso verso l’Idea di D’Alema del compromesso con il governo. Il leader dell’Udc ritiene che Berlusconi abbia solo da guadagnare in una guerra politica sui suoi processi, presentandosi poi come un perseguitato politico, mentre la sinistra si ritroverebbe a vestire i panni di coloro che non sanno rispondere alle esigenze del Paese.

Rimarcando l’opposizione alle proposte del governo, processo breve e legittimo impedimento, il segretario del Partito Democratico afferma la pluralità del partito. «Non siamo una caserma. Ci sono tutte le variazioni sul tema, a seconda della sensibilità, ma la linea è quella che ho detto adesso» ha affermato Bersani nel corso di una conferenza stampa. Il punto fermo sarebbe quindi il “no” alle leggi “ad personam” per salvare Berlusconi, ma l’alleanza con l’Udc adesso potrebbe allontanarsi.

Infine, il segretario del Pd, fa riferimento al movimento di riforme proposto da Nilde Iotti alla fine degli anni Settanta dicendo: «Chi ha a cuore la democrazia deve combattere con gli strumenti che ci sono: il Parlamento e il referendum».

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