Curiosity, alla ricerca del metano, trova anidride carbonica su Marte

curiosity su marteSono passate cinque settimane dal suo atterraggio sul suolo marziano, eppure l’attenzione sul Rover più potente della storia non cala; anzi, Curiosity è diventato un fenomeno mediatico, protagonista addirittura di simpatiche parodie.

Terminato il periodo di “prova” del robot e dei primi emozionanti scatti fotografici del suolo rosso inviati direttamente sul pianeta Terra, l’astromobile è finalmente pronta per effettuare le prime vere e proprie indagini su Marte.

Sono questi, infatti, i giorni in cui Curiosity sta “annusando” l’aria del Pianeta Rosso: il robot ha il compito di aspirare l’atmosfera marziana per poi inviarla al suo interno nello strumento SAM, che ne analizza la composizione determinando di quali e quanti gas è composta. L’Obiettivo della missione è quello di trovare gas metano.  Quello che, invece, oggi ha rilevato è un’alta presenza di anidride carbonica. Questo dato ha parecchio incuriosito gli scienziati, anche perché il gas è prodotto dalla respirazione e dalla digestione di alcuni microrganismi.

La speranza di poter trovare tracce di metano sul suo marziano si fa sempre più forte, dato che negli ultimi tempi, segnali in questo senso sono stati catturati sia dai satelliti che da telescopi terrestri. La sua presenza su Marte sarebbe un’importante risposta per la missine Curiosity. Infatti, il metano ha una caratteristica fondamentale: persiste poco e poi svanisce, si trasforma.  Se il robot, dunque, ne troverà le tracce vorrà dire che da qualche parte, non molto lontana al punto in cui l’astromobile si trova, può esserci la presenza di un “distributore” di metano, che rifornisca il pianeta di una qualche sostanza, che può essere di tipo geochimico o di origine biologica. Questo dato sarebbe una prova – ovviamente non quella definitiva – che ci sia stata su Marte una qualche, anche semplice, forma di vita.

Se se ne dovesse trovare qualche segno, il compito principale lo svolgerebbe il laboratorio SAM, il quale è in grado di capire se esiste un atomo di metano in un campione di atmosfera che contenga varie centinaia di miliardi di atomi di altri elementi. Curiosity è composto da strumenti dettagliatamente perfezionati, che nel complesso pesano 75 chili. Peso riferito, però, al campo gravitazionale terrestre, che è il 38% in più rispetto a quello marziano. Dunque, la gavetta sul Pianeta Rosso pesa 12 chili, ma per muoversi ha bisogno di un supplemento un supplemento di addestramento particolarmente complicato. Il tutto è assistito dal software che fa, oltre al controllo del braccio, anche la compensazione automatica per questa differenza di gravità.

La prossima fase della missione NASA sarà quella di dirigersi verso Glenelg, scavando ben 400 metri sotto il suolo per continuare la sua importante ricerca di segni di una vita che possa appartenere al  passato o, chissà, al presente stesso.

Sonia Carrera

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