Una cultura 21 capitali, Marsiglia ed i vantaggi di essere Capitale

Roma - La nostra rubrica Una cultura 21 capitali ha descritto ed analizzato fino ad oggi le proposte delle possibili capitali europee della cultura del 2019, per ciò che riguarda la rappresentanza italiana. Abbiamo visto quali attività e potenzialità siano previste e sviluppate all’interno delle idee progettuali di ben 21 città italiane candidate, delle quali ne sono rimaste soltanto sei in gara. Questa settimana approfondiamo invece ciò che sta accadendo ed è accaduto a Marsiglia e nella zona della Provenza in Francia, capitali europee della cultura 2013, insieme a Kosice.

Il porto e la città, Marsiglia (www.airfrance.it)

Il porto e la città, Marsiglia (www.airfrance.it)

MARSIGLIA E LE CITTÀ ITALIANE - Vista in generale Marsiglia assomiglia ad una delle nostre grandi città marittime come Genova, Napoli o Palermo per dimensione e struttura. Proprio con le prime due, la città transalpina è anche gemellata: dal 1958 con Genova e dal 1984 con la città partenopea. Da noi si parla da anni di abolizione delle provincie e di una vera attuazione di quelle città metropolitane che dovrebbero sostituirle insieme alle unioni di comuni. Marsiglia è dal luglio del 2000 la Communauté urbaine Marseille Provence Métropole, tradotto in salsa italiana una città metropolitana o comunità urbana con ben 18 membri o cantoni. A parte le differenze amministrative, Marsiglia può essere accomunata alle città italiane per il clima mediterraneo, per l’origine greca e a causa della dimensione, simile a Palermo o a Napoli ( 850.000 abitanti per la città francese, e rispettivamente 650.000 e 951.000 per le due città italiane). Il traffico inoltre è una prerogativa marsigliese, così come per Palermo. Nell’ultima classifica stilata attraverso il Tom Tom congestion index Marsiglia e Palermo si piazzano al 4° e al 5° posto come città più trafficate al mondo. La criminalità è inoltre uno stereotipo frequentemente attribuito alla città transalpina, così come lo è per Napoli o per Palermo.

MARSIGLIA, IL PORTO E LA PROVENZA - Marsiglia con il suo porto come luogo storicamente centrale della città francese, attraverso il quale l’insediamento si è sviluppato nel corso dei secoli; la Provenza, una delle più note province costiere francesi, famosa per la sua storia greco-romana, le sue coste cristalline e le sue sterminate coltivazioni di lavanda. Questi due luoghi sono stati i capofila della proposta francese che è stata in grado di battere la concorrenza e vincere il titolo di Capitale europea della cultura UE 2013.

LE ATTIVITÀ REALIZZATE - I 97 comuni coinvolti hanno scelto di dividere l’anno 2013 in tre “episodi”, all’interno dei quali si sono svolte diverse attività culturali in grado di mettere in evidenza le caratteristiche peculiari del territorio e il loro collegamento con l’Europa. Nell’Episodio 1 “Marseille accueille le monde”, Marsiglia ha messo in cantiere eventi che denotassero la sua tradizionale calorosa ospitalità come da buona città mediterranea, ma anche il cosmopolitismo e il rapporto con l’altro da se, in un periodo che è andato da gennaio a maggio dello scorso anno. Eventi d’apertura, mostre d’arte contemporanea, eventi dedicati alla storia romana, spettacoli di arte di strada e tante altre iniziative hanno cambiato lo sfondo cittadino attirando turisti ed artisti da tutta l’UE. Da giugno ad agosto invece è entrato in scena il palinsesto del secondo episodio, dedicato alla relazione uomo – natura, ai concerti sotto le stelle ma anche ai grandi scrittori ed artisti: Pasolini, Picasso, Cezánne, Matisse sono solo alcune delle personalità celebrate. Il terzo ed ultimo periodo, da settembre a dicembre, “Marseille-Provence aux mille visage” è stato dedicato all’arte, agli spazi pubblici e alla scrittura, attraverso opere composte da grandi e piccini; non è stato trascurato inoltre il tema mediterraneo, includendo anche temi di cucina multietnica.

I BENEFICI RAGGIUNTI - Ma la cultura è fine a se stessa? Ripetendo una famosa e ormai inflazionata frase di un ex ministro dell’economia italiano, con la cultura non si mangia? Puntare sulla cultura a Marsiglia, ha rivoluzionato una città che mantiene tutt’oggi dei problemi di vivibilità, ma che, dopo un anno da capitale europea, li ha ridotti notevolmente ed affronta con fiducia le criticità ancora esistenti. Ma andiamo ai numeri. Durante il percorso che ha preceduto l’anno da capitale, << Marsiglia ha aperto 60 cantieri per recuperare, ricostruire o riconvertire edifici ed aree urbane>> scrive sul suo blog Marco Scurria, coordinatore del gruppo PPE della Commissione Cultura del Parlamento europeo. Il programma Euro-Méditerranée sta rivoluzionando la seconda città di Francia, attraverso progetti di rigenerazione urbana che hanno chiamato in causa architetti di fama mondiale come Zaha Hadid, Jean Nouvel e l’italiano Stefano Boeri con la sua Villa Méditerranée. La città francese ha rinnovato la propria zona portuale, riaprendo alla gente il suo Vieux Port, e quella costiera; gli interventi hanno coinvolto cinque nuovi distretti urbani tra i quali la Cité de la Méditeranée e il nuovo centro residenziale Joliette, Il polo Culturale della Belle de Mai, Saint Charles e la centralissima Rue de la République . Dismessi hangar portuali sono diventati sedi d’esposizione e un magazzino è stato trasformato in un teatro da 2000 posti a sedere aperto tutto l’anno.

Villa Méditerranée - Studio Boeri, Marsiglia (www.lanciatrendvisions.com)

Villa Méditerranée – Studio Boeri, Marsiglia (www.lanciatrendvisions.com)

LA SFIDA DA VINCERE - Ecco quindi cosa può potenzialmente avvenire in un territorio all’indomani della vittoria del premio di Capitale europea della cultura UE. Nella finale per il 2019 sono ancora in corsa tre città che si affacciano sul mare: Ravenna, Cagliari e Lecce. Chissà che non prendano spunto da Marsiglia per arricchire le proprie proposte finali. Ad ogni modo tutte le città italiane finaliste sono consapevoli che hanno davanti a loro un’opportunità importante, rara al giorno d’oggi, in un mondo sempre più globale: mettersi in mostra mettendo in luce la propria cultura. Una possibilità che può rivoluzionare la visione del mondo verso la città vincitrice e può cambiare ed aprire la visione locale nei confronti della comunità globale.

Domenico Pellitteri

Foto // www.airfrance.it, www.lanciatrendvisions.com

 

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