Una cultura 21 capitali, la Mantova signorile sfida la regale Caserta

Mantova 2019 logo ufficiale (Mantova 2019.eu)

Mantova 2019 logo ufficiale (Mantova 2019.eu)

Roma - Continua la descrizione dei 21 capoluoghi che si daranno battaglia per un posto nell’Olimpo delle due Capitali Europee della cultura del 2019. Oggi visiteremo due città che in comune non hanno nulla se non lo stesso obiettivo: affermarsi a livello europeo. Caserta e Mantova, con un passato regale la prima e uno signorile la seconda, propongono eventi ed iniziative diverse, frutto della cultura passata e presente. Provenienti dalla fredda Lombardia e dalla anche troppo bollente Campania, le due città puntano ad un mix di eventi che coinvolga i cittadini, valorizzi la cultura locale ed europea e riesca a mettere in evidenza la loro unicità rispetto all’agguerrita concorrenza.

Mantova con i suoi  47.223 abitanti rappresenta una piccola bomboniera lombarda che nel 2008 è stata nominata con Sabbioneta “Patrimonio mondiale dell’umanità” dall’UNESCO. La città deve la sua fama al periodo rinascimentale e ad una famiglia in particolare, i Gonzaga. Nonostante il terremoto del 2012, la cittadina conserva all’ interno del suo centro storico capolavori dell’arte rinascimentale voluti dalla famiglia principesca che dominò il territorio dal XIV al XVII secolo.  Dalla Cattedrale di San Pietro alla Basilica di Sant’Andrea progettata da Leon Battista Alberti, dal Palazzo Ducale al Palazzo della Ragione, passando per le case del Rigoletto e del Mantegna in città si trovano gli esempi di due epoche fiorenti: l’epoca comunale e quella rinascimentale. Il fiume Mincio e i tre specchi d’acqua artificiali creati per difendersi in epoca comunale danno un’atmosfera particolare alla città. L’assessore alla cultura Marco Tonelli, senza alcuna falsa modestia, afferma che la città può vincere grazie a “una ricchezza storica superiore rispetto alla gran parte delle concorrenti”. Gli eventi in città sono già iniziati e verranno implementati ulteriormente in caso di passaggio della prossima preselezione; il comitato organizzatore conta già circa 200 persone pronte a collaborare e 37 proposte progettuali. L’idea è quella di definire il quadro strategico e in seguito applicare una progettazione corale il più partecipativa possibile. L’evento dell’Expo 2015 potrebbe, così come per Bergamo, favorire l’esposizione europea e mondiale della città e quindi rappresentare un plus o un elemento a sfavore della città dei Gonzaga in quanto potrebbe essere preferita una città che abbia meno possibilità di mettersi in mostra.

Caserta 2019 -  logo ufficiale (www.interno18.it)

Caserta 2019 – logo ufficiale (www.interno18.it)

Scendendo verso sud, non lontano dalla tristemente nota “terra dei fuochi” per via dei rifiuti tossici che sono stati scoperti nel sottosuolo, troviamo la città di Caserta. Famosa per la sua reggia, la città non affronta un periodo facile ma la voglia di rivalsa per una nuova vita da protagonista in Europa è tanta. La antica Caserta, l’attuale Caserta vecchia, fu abitata dai Longobardi, Bizantini e Napoletani fino al passaggio ai Borboni, che scelsero la città per costruire una residenza estiva che li tenesse lontani da attacchi navali e rendesse omaggio alla famiglia e a Carlo III, il quale fece anche costruire una delle piazze più grandi d’Europa a lui intitolata. Re Ferdinando IV addirittura sperimentò nella reggia in località San Leucio una sorta di società ideale, atta alla produzione della seta e dove l’uguaglianza economica regnava sovrana. Nella terra dalle mille contraddizioni, dove la camorra ha minato ciò che è  l’uguaglianza delle opportunità, questo è uno dei principali spunti per ripartire. Il comitato organizzatore punta ad evidenziare il “Senso di Europa” e la forza dell’utopia, facendo diventare Caserta un simbolo di legalità, rinascita, creatività e un “avamposto comunitario”. L’idea è quella di direzionare e percepire la logica comunitaria e comprendere ciò che l’Europa è e ciò che sarà. Le parole d’ordine saranno Utopia, condivisione e legalità.

Che siano l’Utopia di Caserta o il fermento culturale mantovano a prevalere, entrambe le città godranno i vantaggi di un lavoro condiviso tra tutti gli attori locali. Se il network creato per diventare “Capitale” sarà almeno in parte portato avanti, le due città avranno già vinto.

Domenico Pellitteri

Foto // www.mantova2019.eu, www.interno18.it

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