Una cultura 21 capitali, Genova e i vantaggi di essere stata capitale

Genova, Italia (http://www.ancisicurezzastradale.it/)

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Roma Una cultura 21 capitali ci ha portato in questi mesi a visitare le città italiane ed europee che competono o sono state recentemente nominate come Capitali europee della cultura. Andiamo oggi a vedere cosa invece è accaduto in un passato meno recente all’ultima capitale italiana: Genova. Per la città della lanterna l’attribuzione del titolo ha significato un cambiamento di immagine radicale per una comunità che aveva vissuto con sofferenza i danni di immagine del G8 del 2001, tutti gli scontri da questo provocati oltre che naturalmente la tragica morte di Carlo Giuliani.

L’ITER – La designazione di Genova Capitale avvenne prima del 2001; come da regolamento infatti già nel 1998 la città fu eletta con Lilla, Capitale Europea della Cultura.  Tutte le istituzioni locali, dal Comune alla Regione Liguria, la Camera di Commercio locale, l’Autorità Portuale, coadiuvati da rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali hanno amministrato il Comitato di sovrintendenza appoggiato alla società Genova2004.

GENOVA UNICA – L’idea del comitato è stata quella di concepire una serie di eventi, di attività e di provvedimenti che facessero comprendere a livello internazionale cosa è stata, è e sarà Genova nel terzo millennio. Tre aree tematiche hanno caratterizzato l’anno da capitale dell’ex Repubblica Marinara: Genova Città d’Arte, Genova Capitale del mare e Genova Contemporanea. Scienza e arte insieme, immerse in un mare di cultura, riassunte nel nuovo logo cittadino promosso per l’occasione.

LA RINASCITA DI UNA CITTÀ – Un tempo simbolo dello sviluppo industriale italiano con Milano e Torino, Genova aveva bisogno di una nuova immagine nazionale ed internazionale da poter spendere in chiave anche turistica. La cultura cittadina e il suo spazio all’interno dell’UE andavano riaffermati; le canzoni di De Andrè non bastavano. L’obiettivo era dunque ottenere il massimo.

INVESTIMENTI E RISULTATIL’investimento totale tra pubblico e privato è stato complessivamente di 241 milioni di Euro. Tra arrivi, presenze ed eventi in città l’indotto economico generato è stato calcolato approssimativamente intorno ai  440 milioni di Euro. Ogni turista ha speso in media 84 euro al giorno per 1,7 giorni. Soltanto gli incassi per gli eventi hanno fatturato più di 4 milioni di Euro. Dati della Commissione Europea stimano in maniera ottimistica che ogni Euro investito per la Capitale della Cultura UE ne genera dagli 8 ai 10; dai dati a noi fornitici per il caso di Genova a noi non risulta, in ogni caso l’investimento è comunque stato ben ripagato in termini economici.

LILLE E GENOVA – Al contrario dei nostri cugini francesi che hanno investito molto sugli eventi e poco a livello infrastrutturale, Genova ha rinnovato il suo rapporto col mare: il recupero del porto antico, attraverso il magistrale lavoro di Renzo Piano, le numerose pedonalizzazioni, la cura dei musei (non ultimo il museo del mare) e il restauro della preziosa architettura cittadina che colpì anche Rubens nel 1622 hanno aperto la strada a una mini rivoluzione cittadina.

OLTRE I DATI ECONOMICI – La manifestazione, a latere dei dati economici, è stata un successo sociale con migliaia di genovesi che hanno riscoperto la loro città, persone da tutto il mondo che hanno apprezzato quel pezzo di storia artistica, culturale, economica italiana che è Genova. I  media hanno aiutato ovviamente alla buona riuscita dell’evento. Dal dicembre 2013 al dicembre 2014, circa 29 articoli al giorno sono stati scritti su Genova capitale; tra i Paesi in testa per numero di articoli ci sono stati gli Stati Uniti, con ben 90 articoli.

SPUNTI DI RIFLESSIONE -  L’esperienza di Genova 2004, nonostante alcuni insuccessi, è andata oltre le aspettative in termini socio-economici e può essere dunque definita un successo. Nonostante ciò, qualunque sia la città italiana capitale della cultura nel 2019, la situazione sarà molto diversa. Già adesso dopo 10 anni dall’evento ligure i media sono cambiati con la diffusione massima del web, i governi sono cambiati e cambieranno e la tenuta economico – sociale del Paese è a rischio. La crisi di questi anni potrà probabilmente essere già passata nel 2019 (e lo speriamo tutti), ma la ferita profonda difficilmente sarà rimarginata. Il compito della prossima capitale in Italia sarà quindi più arduo di quello che fu per Genova; speriamo dunque che la maggiore responsabilità porti risultati ancora migliori.

Domenico Pellitteri

Foto: http://www.ancisicurezzastradale.it/, http://commons.wikimedia.org/

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