Una cultura 21 capitali: dalla sofferenza alla rinascita, L’Aquila sfida Reggio Calabria

L'Aquila 2019 - Logo

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Roma – Grande storia, grande sofferenza e una felicità da ritrovare, ecco in sintesi ciò che accomuna L’Aquila e Reggio Calabria nella sfida verso il conseguimento del titolo di “capitale europea della cultura 2019”. I due comuni sono due capoluoghi in regioni diverse ma unite da una grande voglia di rivalsa nei confronti di un destino che non sempre ha scritto pagine felici nella loro storia.

Tutti ricordano quel tragico 6 aprile 2009 quando un forte terremoto colpì il cuore di L’Aquila e del comprensorio con 308 vittime accertate e un centro storico distrutto, segnando inevitabilmente la storia recente della cittadina abruzzese. La città sede di un’importante polo universitario vide in un sol colpo venire a mancare il Palazzo del Governo, il polo di ingegneria, la Casa dello Studente e l’Ospedale San Salvatore, pesantemente danneggiati dal sisma. Lo spostamento della sede del G8 dalla Maddalena in Abbruzzo fu davvero una magra consolazione.

Al Grande clamore e alla grande tristezza, non seguì un pari sforzo economico da parte dello Stato italiano, che si occupò immediatamente delle abitazioni ma che nel lungo periodo ha fatto mancare il suo appoggio, soprattutto nella ricostruzione del centro cittadino, vero punto di forza della città. L’attività di L’Aquila era straordinaria se si pensa che ogni giorno in una cittadina di all’ incirca  68 000 abitanti, vi era una presenza giornaliera di oltre 130 000 persone per motivi di studio e lavoro in diversi ambiti. La città si estende in larghezza ed è ben collegata con 3000 km di infrastrutture viarie che mettono in comunicazione 59 fra quartieri e frazioni, alcune delle quali fanno parte del Parco Nazionale del Gran Sasso.

Su cosa punta L’Aquila per essere capitale europea e rappresentare l’Europa culturale nel 2019? Le recriminazioni di doveri non compiuti verso il territorio aquilano non possono essere l’unica valida ragione affinché la giuria internazionale voti il capoluogo come Capitale nel 2019. Consapevoli di ciò il comune ed il comitato organizzatore punteranno alla partecipazione collettiva dei cittadini e di tutti gli attori locali per evidenziare i punti di forza che L’Aquila possiede. Una città sita a lato di uno dei più grandi parchi nazionali, il Gran Sasso, non può che puntare sulla natura e i paesaggi meravigliosi che caratterizzano l’intera zona. La cultura è sicuramente un altro punto di forza. Da sempre rinomata per il suo polo universitario, L’Aquila possiede una cultura che ha visto nei secoli il mescolarsi di diverse dominazioni: dalla spagnola alla francese, dalla cultura medievale all’ influenza papale, con una storia di libertà che, vincitrice contro il feudalesimo, portò alla fondazione del centro urbano, nato dalla fusione di 99 castelli secondo la leggenda; importante dal punto di vista simbolico sarebbe la richiesta che il comitato organizzatore vuole effettuare verso il Museo del Prado per riavere in prestito la “Visitazione della Vergine” di Raffaello Sanzio, dipinto realizzato per la Chiesa di San Silvestro, in seguito deportato in Inghilterra e poi Spagna sotto la dominazione spagnola. La città, che è ancora oggi il più grande centro storico medievale dell’Europa meridionale, guarda al futuro e quindi all’ innovazione in diversi campi. Dalla valorizzazione delle colture di zafferano ai suoi centri di ricerca, inclusi i più grandi laboratori sotterranei nel mondo presenti nel Gran Sasso, dove si realizzano esperimenti fisici e astrofisici.

Se L’Aquila cerca la sua ricostruzione puntando su innovazione, ambiente e cultura, Reggio Calabria, con quel “di” sempre omesso prova ugualmente a giocare un ruolo da protagonista con ciò che le risulta facile nel bene e nel male, l’esser grande. Al di la del “chilometro più bello d’Italia”, (così venne definito da D’Annunzio il lungomare reggino) oggi si presenta una città con tanti problemi che vuole rinascere dalla triste e storica nomea N’dranghetista attraverso la cultura e la posizione geografica che ha fatto di Reggio un crocevia importante tra le culture nord-africane e quelle europee. La diversità culturale non manca di certo nella città che ospita con la propria cattedrale l’edificio sacro più grande della regione, la Chiesa degli Ottimati di origine bizantina, la Chiesa della Graziella di stampo barocco e la Chiesa Cattolica dei Greci legata all’ antico culto cristiano – ortodosso.

Reggio Calabria 2019 - Logo ufficiale

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Un progetto importante è già partito e riguarda la riqualificazione del lungomare attraverso la costruzione del museo del Mediterraneo che ospiterà i famosi “Bronzi di Riace” e un centro polifunzionale, entrambi affidati all’architetto Zaha Hadid.  Città aperta al mondo e libera, questo è l’obiettivo del comitato organizzatore che intende creare per il 2019 eventi riguardanti la musica, con un concerto di apertura del maestro Riccardo Muti e alcune bande europee, la letteratura, con un incontro tra premi Nobel non ancora specificati, il cinema, con attività che coinvolgeranno varie culture, in primo luogo quella balcanica e la religione, con incontri tra esponenti delle religioni mediterranee. Il tema cardine della candidatura della città calabrese è quindi l’interculturalità, l’incontro fra culture, “l’essere uniti nella diversità”. A supporto della candidatura di Reggio vi sono tutte le istituzioni regionali, comprese l’Università degli Studi Mediterranea e l’Università per Stranieri Dante Alighieri.

La ricostruzione e la ripartenza sono collegate. Ricostruire significa scegliere cosa si vuole essere e farlo in maniera condivisa vuol dire cercare di migliorare se stessi, prendendo dal passato ciò che ancora ha un valore e cercando di eliminare ciò che invece di valore non ne ha o possiede soltanto una accezione negativa. Reggio Calabria e L’Aquila sono due città ferite, chi dall’azione umana di prevaricazione e malaffare, chi dall’ azione della natura matrigna. Forse la loro rinascita coinciderà con il riconoscimento di Capitale della cultura Ue, quel che è certo comunque è che ce la metteranno tutta.

Domenico Pellitteri

Foto // www.loghificio.com, www.regiocal.it

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