Crisi: la Cina compra l’Italia e Piazza Affari vola

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ansa.it

Milano – Avvio di seduta positivo per il primo giro di boa nella seconda giornata di contrattazioni a Piazza Affari. Il Ftse Mib segna un rialzo del 2% a 13.747 punti. Ancora elevato lo spread Btp-Bund: 381,6 punti in avvio dei mercati europei mentre il rapporto tra il titolo decennale tedesco e i Bonos spagnoli e’ di 358. La Borsa di Tokyo chiude con l’indice Nikkei a 8.616,55 punti.

Cina – I mercati, dunque, sembrano ritrovare una pallida fiducia dopo l’indiscrezione trapelata ieri sul Financial Times, secondo cui l’Italia sarebbe in trattative con la Cina per l’acquisto “significativo” di bond, dismissioni ed altri investimenti in società strategiche quali Eni ed Enel.

Fonti dirette dal ministero del Tesoro, infatti, confermano l’incontro tra il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e una delegazione di investitori cinesi. Pare che Lou Jiwei, presidente di China Investment Corp (Cic), uno dei maggiori fondi sovrani al mondo, la scorsa settimana, sia arrivato in Italia per incontrare il ministro Tremonti e funzionari della Cassa Depositi e Prestiti.

Inoltre, sembra che l’incontro sia stato preceduto, 2 settimane fa a Pechino, da un primo contatto tra le autorità italiane, il Cic e la State Administration of Foreign Exchange (Safe), organo che gestisce i 3.200 miliardi di dollari di riserve valutarie estere cinesi. “Ulteriori negoziazioni – sostiene il Financial Times – avranno luogo presto”.

Se tutto ciò fosse confermato (adesso vige il massimo riserbo), si tratterebbe di una mossa estrema per ristabilire la pesante situazione economica italiana. Senza contare, che lo stesso Tremonti – ricorda il Financial – ha più volte manifestato il suo timore per la possibilità di una “colonizzazione cinese” in Europa. D’altronde, l’investimento dell’Estremo oriente è, oramai, indispensabile perché “arriva in un momento critico per l’Italia – dice il Financial – con i mercati che chiedono rendimenti sempre più alti per acquistarne il debito, che si prevede salirà quest’anno al 120% del pil, risultando in Eurolandia secondo solo alla Grecia”.

Quindi, malgrado i timori Tremonti è obbligato a nuove strategie per riparare alla crisi del debito e agli avvertimenti della Banca Centrale Europea (Bce), sulla prossima interruzione di acquisto dei nostri bond.

Malgrado l’ottimismo, tuttavia, gli analisti sono cauti sull’intesa Cina-Italia: “Nonostante le numerose espressioni di fiducia di Pechino su Grecia e Portogallo – continua il Financial – gli acquisti di bond dei paesi periferici di Euolandia da parte della Cina sono stati limitati”. Dunque, non è chiaro quanto debito italiano sia nelle mani dei cinesi”. Al momento, sembra si stia discutendo del controllo di circa il “4% dei 1.900 miliardi di dollari di debito italiano”.

La Cina non è nuova a queste iniziative. Attualmente, l’Estremo oriente è il maggior creditore estero americano, con oltre 1.000 miliardi di dollari di debito USA.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

 

 

 

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