Crisi in Spagna: quando è lo Stato a fallire

crisi spagna

it.paperblog.com

Madrid – Se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, la Spagna sarebbe fallita. E’ questa la dichiarazione choc resa nei giorni scorsi dal ministro del bilancio spagnolo, Cristobal Montoro, al parlamento di Madrid.

Non solo, quindi, salvataggio del sistema bancario: sul tavolo c’è la sopravvivenza dello Stato tutto e i 100 milioni di euro stanziati dagli altri Stati membri europei potrebbero, a questo punto, non bastare. La situazione peggiora ora dopo ora ed ormai per i titoli di debito spagnoli non ci sono più acquirenti: le banche non sono più in grado di comperarne, gli investitori esteri sono letteralmente fuggiti (allo stato attuale detengono solo il 31% del debito pubblico di Madrid) ed il risparmio privato è in estrema difficoltà. Non ci sono neppure soggetti più piccoli disposti ad intervenire come avviene invece in Italia, dove il popolo minuto dei risparmiatori fa la sua parte da sempre.

La crisi spagnola affonda le proprie radici nella oramai famigerata bolla del mercato immobiliare: l’ingresso nell’euro consentì alla Spagna di poter usufruire di tassi di interesse particolarmente bassi rispetto a quelli scontati nel decennio precedente, e questo contribuì a dare al mercato immobiliare la spinta decisiva: accendere un mutuo in banca divenne meno costoso e il governo intervenne anche con deduzioni fiscali per acquistare la prima casa. Quando però nel 2005 la BCE operò una stretta monetaria riportando verso l’alto i tassi di interesse, molti degli investimenti si rivelarono errati e fu l’inizio della catastrofe: milioni di disoccupati, case vuote, aziende fallite.

crack
agostinoriitano.wordpress.com

Il Paese sembra avere peraltro un’ossatura debole se paragonato a Stati come il nostro che vantano un manifatturiero fra i più importanti al mondo e rischia di essere letteralmente travolto da questa crisi, trascinando con sé tutta l’Unione. Ma non sarebbe il fallimento della Spagna, sarebbe il fallimento dello Stato moderno come modello di riferimento che ha guidato a lungo l’Occidente: un modello che ha puntato su tassazione e welfare con l’intento – quantomeno dichiarato – di ridurre povertà e diseguaglianze e che ha finito, invece, col far deflagrare quelle contraddizioni che si proponeva di sanare.

Un duro colpo per chi vede lo Stato come un qualcosa di naturale, di ineluttabile, che ha sempre accompagnato la vita dell’uomo e sempre la accompagnerà: una istituzione sul conto della quale pochi dubbi ci assalgono e che viene considerata spesso un male, sì, ma pur sempre un male necessario. Ora che la crisi morde il freno toccherà forse rivedere certezze un tempo così granitiche: il progetto di uno Stato unico mondiale come sola prospettiva plausibile e desiderabile rischia di tramontare prima ancora di nascere.

Leonardo Butini

foto: it.paperblog.com, agostinoriitano.wordpress.com, borsarti.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Una risposta a Crisi in Spagna: quando è lo Stato a fallire

  1. Pingback: Anonimo

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews