Crisi economica? Si grazie, compro casa

In Italia negli ultimi 2 anni il prezzo nominale degli immobili è calato del 10%, con punte del 15% a Roma. Il tasso variabile scende ai minimi storici, ed è più facile ottenere un mutuo

di Fabrizio Prosperi

casaRoma – Casa dolce casa. Oggi è possibile, con un reddito medio di 1500 euro, comprare una casa di 50/70 mq in zone limitrofe al centro di una grande città. È l’effetto bolla immobiliare che si sgonfia facendo registrare per la prima volta, dal 1995 ad oggi, il segno meno sul costo del mattone. La drammatica crisi economica che l’Italia, insieme a tutti i paesi industrializzati del mondo ha dovuto affrontare, porta con se il seme della ripresa.

Solo due anni fa si sgranavano gli occhi leggendo annunci vendita, e altresì li sgranavano i funzionari bancari di fronte ad una legittima richiesta di mutuo. L’unica alternativa possibile all’acquisto del bene primario era l’affitto, con conseguente angosciosa sensazione di gettare dalla finestra il frutto del duro lavoro.

Oggi i dati dell’Agenzia del Territorio restituiscono una fotografia molto più confortante e incoraggiante per chi è alla ricerca del tanto agognato focolare domestico. Negli Stati Uniti, crogiuolo d’inizio e fine della crisi, sono molto più contenti con prezzi degli immobili 3/4 volte più bassi di prima, ma anche in zona euro possiamo tirare un respiro di sollievo.

In calo le compravendite, in calo i prezzi; naturalmente con vari distinguo da città a città e da regione a regione. Ma non è finita. Accanto alla pur ottima notizia di prezzi più bassi c’è anche la ritrovata possibilità d’accesso al mutuo ipotecario, perché in pochi possono affrontare una spesa così grande. Ed ecco che proprio la sfiducia generata dall’attuale congiuntura economica fa precipitare il tasso d’interesse variabile, con un risparmio sulla rata mensile che in certi casi può sfiorare i 200 euro.Tutto questo si traduce, oltre che in un minore esborso di denaro, nella possibilità di ottenere cifre più alte.

Certo solo a nominarlo il tasso variabile fa venire la pelle d’oca, per la sua natura altalenante e memore negli scorsi anni di rialzi selvaggi, ma sul mercato oggi sono disponibili prodotti con meccanismi di protezione, a tetto massimo garantito, in grado da mettere al riparo i clienti da eccessive fluttuazioni speculative.

Rimane però un ultimo scoglio da superare, le banche. Le enormi perdite hanno costretto gli istituti bancari a rivedere le credenziali con cui si concedono finanziamenti; tipo di contratto lavorativo, rapporto rata-reddito ed eventuali prestiti già in essere. Comunque un buon consulente riesce oggi, meglio di ieri, a trovare delle soluzioni su misura, dati gli attuali margini di manovra.

Tuttavia, compatibilmente con le varie esigenze di acquisto, tutti i maggiori indici di monitoraggio del settore immobiliare indicano che siamo solo all’inizio della discesa, la mossa più saggia sarebbe quella di aspettare ancora un po’, di tener d’occhio l’andamento della casa dei sogni, e fare un’offerta al ribasso non appena si riscontrano ripetuti abbassamenti del prezzo iniziale.

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