Crisi diplomatica con la Francia: “I tunisini li rimandiamo in Italia”

Roma - Continua a crescere la tensione diplomatica tra Italia e Francia sulla questione tunisini.

Alle 16 il premier Silvio Berlusconi ha firmato il decreto sulla concessione dei permessi di soggiorno temporanei agli immigrati, scatenando la ferma reazione di Parigi: “La Francia non vuole subire un’ondata di immigrazione e rispedirà in Italia i clandestini”. Lo ha detto oggi il ministro dell’Interno francese, Claude Gueant.

Dalla Francia verranno rimandati al mittente tutti quei clandestini che non soddisfano le condizioni di identità e di risorse richieste. Guent ha escluso infatti che i permessi siano sufficienti per evitare ai migranti di essere rinviati in Italia. “Per circolare all’interno dello spazio Schengen – ha spiegato il ministro – non basta avere un’autorizzazione di soggiorno in uno degli stati membri ma sono necessari documenti di identità e, soprattutto, una giustificazione di risorse”.

La Francia “si rallegra che la Tunisia entri in un’era di libertà e di democrazia – ha aggiunto Gueant – ma non intende subire un’ondata di immigrazione di tunisini giustificata strettamente da considerazioni economiche”. In marzo, 2.800 tunisini in situazione irregolare sono stati fermati sul territorio francese: di questi la maggior parte è stata rimandata in Italia, per gli altri le procedure sono in corso.

Non si fa attendere la risposta del Ministro degli Interni Maroni che parla di atteggiamento di ostilità della Francia nei confronti del nostro paese sul fronte dell’immigrazione.

“Oggi  il presidente del Consiglio firmerà il decreto che concede il permesso di soggiorno temporaneo a chi è arrivato in Italia fino a ieri, escluse alcune categorie. Il provvedimento – ha sottolineato – consente la libera circolazione nei Paesi europei e visto che la stragrande maggioranza delle persone arrivate in Italia ha detto che vuole andare soprattutto in Francia, noi pensiamo che debba esserci un’iniziativa comune tra Italia e Francia per gestire il fenomeno. Finora però – ha aggiunto il ministro – da Parigi c’è stato un atteggiamento di ostilità. La libera circolazione nell’area Schengen è garantita da regole che devono essere rispettate”.

Redazopme

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