Crisi di Governo. E D’Alema pensa alla Puglia in attesa che crolli anche il Pd

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Massimo D'alema

Roma – Nel mentre che il Pdl è impegnato a dilaniarsi per liberarsi una volta per tutte del Cavaliere, il sempre verde, leader maximo Pd, Massimo d’Alema, pare diviso in una scelta dal cui spessore già si può misurare la tenuta del prossimo Governo a guida Pier Luigi Bersani.

Scrive il quotidiano Italia Oggi nel numero del 4 dicembre: da dopo le primarie che hanno sancito la vittoria del segretario a candidato premier, è iniziato nel partito il giro di assegnazioni, poltrone e poltroncine in previsione del nuovo Esecutivo. Bersani ha i suoi ticket da pagare a tutti i sostenitori, siano essi ex candidati di primarie sconfitti al primo turno come Bruno Tabacci o contenitori elettorali che gli hanno permesso di stravincere in sede regionale come Agazio Loiero, ex governatore della Calabria, condannato in appello per l’inchiesta Why Not.

Nel vortice di richieste che arrivano da tutto il centrosinistra e rivoli che vorrebbero affluire nella corrente di spartizioni, il punto del leader maximo pare essere quello di dover decidere tra accettare la poltrona al Ministero degli Esteri o preferire il profilo basso, lontano dalla politica. Nel secondo caso, l’inossidabile Baffino convolerebbe verso la Puglia dell’ex nemico, ora amico, governatore Nichi Vendola.

In sostanza i due si scambierebbero il posto: l’uno dalla Regione a Roma, forse al Ministero del Lavoro, e l’altro da Roma ai palazzi pugliesi che D’Alema è sicuro di conquistare in ragione del sostegno che sa di poter godere nei consessi locali di Pd e Sel.

La decisione pare ancora tutta da prendere ma le premesse sulle quali si poggerebbe sono tutte da raccontare. L’incarico in Regione, secondo D’Alema, sarebbe poco più di un posteggio. Un ruolo limitato a non più di due anni, perché è quello il periodo che presume sia destinato a vivere il prossimo Esecutivo. Lo spazio di un mattino tra due Capodanni, aspettando la parentesi rosa del voto anticipato. Questo nella più ottimistica delle ipotesi.

A quel punto, Baffino, tornerebbe al volo a Roma a rassicurare l’elettore medio sulla bontà e l’onestà del partito ponendo la propria esperienza a garanzia di solidità. Partito che – c’è da supporlo – sarà spappolato tra fughe di parlamentari e liti di compagni, tra rinnovatori a caccia di Renzi e vecchie guardie col pedigree.

Se lo scenario ha il sapore del dejà vu è perché il film è sempre lo stesso ed anticiparne il finale diventa quasi un giochino stucchevole. Quindi, spingendosi oltre si potrebbero anche già ipotizzare le cause del prossimo crollo, posto che quello del Governo Monti deve essere ancora formalizzato.

Uno. Debito pubblico – Dai dati di novembre si prevedono 2 mila miliardi di euro. Non aver tappato il buco alla spesa ha vanificato la grandinata di tasse del Salva-Italia rendendola solo una fonte di impoverimento nazionale. Il rimedio sarebbe sempre lo stesso: tagli e dismissioni statali.

Due. Spesa – Nulla di tutto ciò sarà fatto. Tanto più da un Governo che vuol odorare di sinistra senza peraltro avere chiara idea di cosa significhi. Il più attivo sarà Vendola il quale tenterà di intervenire sulla riforma Fornero reintegrando e irrobustendo l’articolo 18 e spererà di creare qualche migliaio di impieghi pubblici salvo scoprire che non vi sono soldi per farlo. Ma la spesa non si tocca e tanto meno la si taglia in nome di statalismo, assistenzialismo e solidarietà. Nulla anche sul fronte dei tagli ai costi della politica sui quali – onore al merito della sincerità – Bersani ha già detto che non si interverrà.

Tre. Tasse – Quindi l’unica strada per riequilibrare i conti saranno i balzelli, premendo sul tasto dell’evasione fiscale. Patrimoniale. Su quale rosa di portafogli ancora non è dato sapere. Certamente sui cosiddetti ricchi con reddito intorno ai 10 milioni di euro, che però sono solo circa 800 in tutta Italia. Certamente non sui grandi evasori già fuggiti lontano da Monti.

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Bersani e Vendola

Quattro. Europa – Sicché quando la coppia Bersani-Vendola – tra disoccupazione record e Sanità al collasso – inizierà ad intuire che due anni sono lunghi a passare, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, in campagna elettorale a casa propria (voto a settembre 2013) e più agguerrita che mai, non perderà occasione: a) per chiedere il rispetto rigoroso dei conti nel pareggio di bilancio, accendendo di nuovo i riflettori sull’affidabilità dello Stivale nonché sulle relative speculazioni; b) esortare l’intervento di Fmi e Bce per  condurre l’Italia dal Governo commissariale di Monti al commissariamento di Bersani; c) premere per una rapida conclusione del mandato mentre nel Paese la tensione sociale sarà alle stelle. Il colpo di grazia forse lo darà la magistratura. Già successo anche questo: 2008, Governo Prodi.

Così, a buon diritto, si può anche sostenere che il D’Alema di oggi, fiducioso di poter riapparire fresco dopo un piacevole intermezzo pugliese, farebbe bene a guardare quello che accade nel Pdl e farsi due conti: magari il Popolo delle libertà non sparirà ma a morire saranno in tanti, Berlusconi in testa. Domani forse i democrats non spariranno ma la furia che si alzerà potrebbe strappare i vestiti di dosso persino a lui.

Chantal Cresta

Foto || blitzquotidiano.it; italia.panorama.it

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2 Risponde a Crisi di Governo. E D’Alema pensa alla Puglia in attesa che crolli anche il Pd

  1. avatar
    Luca Bonicalzi 07/12/2012 a 00:44

    Sono curioso di sapere da quale o quali fonti (attendibii) Chantal Cresta arrivi a trarre le (a mio giudizio) fantasiose, per non dire fatascetifiche deduzioni, relative a una presupposta posizione politica di Massimo D’Alema e, in base ad esse, si spinga a scrivere l’articolo in questione.

    Rispondi
  2. avatar
    Chantal Cresta 08/12/2012 a 18:59

    Dunque, a proposito delle ipotesi intorno a D’Alema, la fonte è il quotidiano Italia Oggi (4 dicembre scorso), come citato nell’articolo. Se crede posso risalire anche a titolo ed autore del pezzo del quotidiano. Se poi non avesse modo di recuperare il numero, i rumors sono vari anche in Rete. Qualche esempio: Libero, il Giornale, L’Unità, il Giornale di Puglia, il Corriere del Mezzogiorno e via così.
    Per quanto riguarda i ticket di Bersani, anche qui le fonti si sommano. Personalmente le consiglio la cronaca politica di Libero e del Fatto Quotidiano. Insuperabili
    Le fantasticherie invece sono mie, spiacente di non poterle fornire altri spunti di interesse. Ad ogni modo, tra quelli dati, scelga lei quali ritiene i più autorevoli.

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