Costa Concordia, Schettino: “Inchino pianificato a 0,50, sono passato a 0,28″

Il comandante Schettino scortato dalla polizia penitenziaria (inquisitr.com)

«Il passaggio all’Isola del Giglio era pianificato a 0,50 (miglia nautiche, ndr), lo abbiamo portato a 0,28 (poco più di 500 metri)». Questa una delle prime confessioni del comandante Francesco Schettino, principale imputato dal disastro della Costa Concordia che ha portato finora alla morte di undici persone.

Il comandante è stato a lungo incalzato dai magistrati soprattutto sul tempo trascorso dall’impatto con lo scoglio e l’ordine di evacuazione. «Non volevo creare panico» – ha detto Schettino - «perché se faccio evacuare la nave e poi la nave non imbarca acqua che faccio?». Una difesa labile e confusionaria quella del comandante di Meta di Sorrento, che si è successivamente contraddetto: «Ho detto che c’era stato un blackout, ma ho anche detto che avevamo avuto un contatto col fondo [...] Il fatto del discorso del contatto col fondo io l’ho detto! Non so, se non risulta per favore ditemelo!».

I magistrati lo smentiscono e Schettino ammette di non aver parlato di contatti col fondo, come ammette di non aver avvisato la Capitaneria di Porto, perché «nel momento in cui succede qualcosa e una persona sta lavorando…». Un quadro difensivo imbarazzante: troppo impegnato a lavorare per poter dare l’allarme e mettere in salvo i passeggeri?

Tornando all’eccessivo avvicinamento al Giglio, Schettino ha confermato che l’inchino voleva essere un omaggio al maitre e all’ex comandante Mario Palombo (non presente in quella notte all’Isola del Giglio, ndr), che gli avrebbe suggerito in prima persona «di passare a dieci metri dalla costa». La Concordia aveva in effetti già navigato in passato vicino all’Isola del Giglio e la cosa era esplicitamente indicata anche nei depliant turistici, ma ciò era avvenuto in estate in occasione della feste patronali, quando le luminarie decoravano l’intera isola e consentivano anche una navigazione visivamente più agevole.

Schettino ha concordato coi magistrati che non c’era nessun senso nel farlo di notte in un periodo fuori dai riferimenti turistico-commerciali, ma ha ribadito che è prassi sua e di molti altri comandanti avvicinarsi alle coste: «lo facciamo anche quando facciamo la penisola sorrentina, Capri, in tutto il mondo lo facciamo».

Francesco Guarino

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