Cosa ci succede quando proviamo paura?

I motivi per cui proviamo paura possono essere i più svariati. Fobie, ansie e attacchi di panico sono solo alcune delle manifestazioni più frequenti che la paura può assumere. Ma come si comporta il nostro cervello, quando si trova ad affrontare un momento che ci spaventa?

La paura non è solo un’emozione, è un istinto biologico che ha la funzione di proteggerci. Il nostro cervello, infatti, fa tesoro di tutti quei momenti che ci hanno provocato paura, trasformandoli in ricordi il cui compito è proprio quello di metterci al riparo da possibili pericoli analoghi, che potrebbero presentarsi in futuro.

L’amigdala è il nucleo del nostro cervello che ha la facoltà di azionare questo istinto. Si tratta di una zona, dalle dimensioni paragonabili a quelle di una noce, che riesce a stabilire se la situazione in cui ci troviamo coinvolti sia pericolosa o meno, valutando così se azionare il segnale che fa scattare nel nostro corpo le reazioni conseguenti all’istinto della paura.

Può succedere, per esempio, che il cuore inizi a battere più veloce; questo avviene poiché una volta ricevuto il segnale di pericolo dal cervello, il nostro organismo sente l’esigenza di inviare più sangue possibile e nel modo più veloce ai muscoli, che potrebbero averne bisogno se di lì a poco si trovassero impegnati attraverso gambe e braccia in una lotta per difendersi.

Per lo stesso motivo, spesso si va incontro a dei possibili tremori, causati proprio dal rapido irrigidimento dei muscoli che si preparano a combattere.

Nei momenti di paura si ha molto frequentemente un aumento della sudorazione; il nostro corpo infatti, fa partire in anticipo il suo sistema di raffreddamento naturale, per prepararsi al meglio al dispendio di energie che il nostro sistema dovrà affrontare, sempre nell’ottica di una possibile forma di lotta fisica come meccanismo di difesa nei confronti del pericolo imminente.

Infine, non vi siete mai chiesti quale sia l’origine della cosiddetta pelle d’oca? Sembra proprio che si tratti di una reazione di difesa ereditata dai nostri antenati. A questi infatti, che avevano sicuramente una peluria superiore a quella che caratterizza l’uomo moderno, in reazione a un pericolo vicino, si drizzavano i peli, per apparire più grossi e minacciosi di fronte ai loro nemici.

Insomma, che si tratti di un momento di paura scatenato dalla scena di un film horror o da una situazione che ci spaventa, perché pericolosa per la nostra sopravvivenza, il nostro organismo si mette in azione, assicurandoci il suo supporto, nel caso di un imminente scontro fisico e lavorando nel tempo, per permettere che un pericolo analogo non ci spaventi più in futuro.

Sara Mariani

Foto | viawww.vividavvero.net; http://consapevolinellaparola.blogspot.com

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