Corriere della Sera: prosegue lo sciopero della redazione

Corriere della Sera sciopero

La sede storica del Corriere della Sera in Via Solferino

Secondo giorno di sciopero per il Corriere della Sera: nessun aggiornamento al sito internet e nessuna pubblicazione.  È la forma di protesta indetta dal comitato di redazione per contrastare il piano di ristrutturazione dell’azienda, che tra le altre cose prevede la dismissione della storica sede di via Solferino e il taglio di 110 giornalisti. Uno sciopero indetto nella giornata di ieri e che proseguirà fino alla giornata odierna.

La nota del comitato di redazione è molto chiaro: «Il Corriere della Sera non sarà in edicola, il sito online non sarà aggiornato, e non usciranno tutti gli inserti settimanali. I giornalisti del Corriere con questi scioperi respingono nettamente il piano di ristrutturazione presentato dalla direzione aziendale che prevede una riduzione dell’organico di 110 giornalisti su un totale di 355, il taglio di parti rilevanti delle retribuzioni effettive, la possibile vendita di sedi e riduzioni di pagine. Meno giornalisti, meno risorse significano semplicemente un Corriere meno autorevole e meno autonomo».

Un piano reputato suicida secondo il Cdr, visto che il Corriere della Sera presenta attualmente i conti in attivo e, soltanto due giorni fa, aveva assunto due nuovi giornalisti. «Quello presentato ieri non è un piano di ristrutturazione, ma semplicemente un grossolano e inaccettabile intervento che mira alla distruzione del Corriere della Sera» prosegue la nota pubblicata dal Cdr. Non sembra essere dello stesso parere l’azienda: anche sul fronte periodici, libri e pubblicità, infatti, la situazione è ritenuta critica. Rcs Media Group  ha comunicato ai rappresentanti sindacali 270 esuberi tra amministrativi e grafici della sede di via Rizzoli, dove sono impiegati tutti i dipendenti che non fanno parte della divisione quotidiani del gruppo. Questi esuberi comprendono  70 prepensionamenti, 90 posizioni che verranno date in outsourcing, 30 “efficientamenti”, che si suppone siano, quindi, le persone messe direttamente in mobilità, e 80 esuberi collegati invece alla cessione delle dieci testate dei periodici in vendita.

Forte preoccupazione, quindi, per l’indebolimento del Corriere della Sera e sull’incerto futuro delle testate locali appartenenti a Rcs Media Group. Per venerdì 22 marzo è in agenda la convocazione del Cda per un aggiornamento in vista del consiglio decisivo che si terrà il 27 marzo. Anche se la richiesta del comitato di redazione rimane la stessa: avere «azionisti e manager all’altezza di un giornale come il Corriere della Sera», azzeramento integrativo, chiusura delle sedi estere e 110 prepensionamenti in tre anni.

Giorgio Vischetti

@GVischetti

foto|| italianostra.org; direttanews.it

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