Competenze o spudoratezza: cosa trionfa nella ricerca di lavoro?

Meglio vendersi bene nel proprio ambiente magari con un blog e con il passaparola oppure presentare un buon curriculum vitae alla società che ricerca un profilo come il tuo? Entrambe. Secondo una ricerca del quotidiano britannico Guardian, per un neolaureato disoccupato l’arma vincente per trovare lavoro è abbinare talento a spudoratezza. Il tradizionale curriculum vitae non basta più. Vuoi trovare lavoro subito? I consigli che arrivano dall’Inghilterra sono tanti e curiosi con un motto in sottofondo: l’importante è essere nella rete giusta perché più la qualità delle competenze conta chi le conosce.

Quindi per avere un chance in più nel trovare lavoro bisogna abbinare le proprie capacità e, contemporaneamente, vendersi bene nel proprio ambiente magari con un blog (come Linkedin, Facebook, Jobrapido o Job advisor) oppure magari ricontattare un vecchio amico dell’università che, lanciato nella carriera, può aprirvi  un nuovo futuro professionale.

Trentatré candidati su cento utilizzano siti specializzati per cercare lavoro. Ad evidenziarlo è la Kelly Services, società americana di consulenza nelle risorse umane, al termine di una ricerca condotta su 30 Paesi che evidenzia quanto si cerca lavoro attraverso i social network. Attenzione, però, la rete può diventare un’arma a doppio taglio. Occhio ai pareri espressi su internet e ai commenti negativi sul proprio capo o sulla società in cui si lavora. Il 20% dei direttori del personale, infatti, cerca informazioni sui social network.  

Meglio ancora se andando in palestra o socializzando in gruppo con amici di amici, si incontra la persona giusta che riesce a salvarvi dalla disoccupazione. Internet a parte c’è il passaparola: ecco in Italia qual è il principale canale di ricerca di lavoro. Passaparola è uguale alla rete di conoscenze personali che, nel 25% dei casi, è determinante per trovare lavoro.

Allora il vecchio curriculum è passato di moda? No, secondo Paolo Citterio, presidente dell’Associazione Direttori del Personale. I bluff nel cv durano comunque poco, quello che serve è un po’ di maestria per evidenziare le proprie caratteristiche in funzione di ciò che sta a cuore alle aziende. E’ sempre meglio evitare finzioni grottesche perché a selezionare i candidati ci sono degli psicologi, pronti a smascherarti se hai intenzione di mentire.

Chiara Campanella

 

 

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