Coloni israeliani in marcia a Gerusalemme Est

Oggi i coloni israeliani marciano a Silwan, un quartiere arabo nei pressi di Gerusalemme Est, per chiedere la demolizione di 216 case palestinesi, protetti dalla polizia israeliana

di Silvia Nosenzo

Il quartiere di Silwan

Gerusaleme EstSilwan è un quartiere palestinese nel cuore di Gerusalemme Est, costruito dopo l’arrivo del califfo Umar ibn al-Khattab; secondo gli Israeliani corrisponde alla Città di David, e da quando Israele ha preso il controllo su Gerusalemme Est nel 1967, rientra nel tentativo israeliano di giudaizzare la Palestina.

Oggi, per le vie di Silwan, sventolano le bandiere israeliane: si tiene un corteo di coloni estremisti, 70 in tutto, che marcia sotto la scorta della polizia israeliana per chiedere la demolizione di 216 case palestinesi e di accelerare gli insediamenti nella Città di David. Una manifestazione con lo scopo di ribadire la sovranità israeliana su Gerusalemme Est come se fosse un dato di fatto, benché la legislazione internazionale non la riconosca.

Già martedì a Silwan si sono verificati dei disordini: prima l’esercito israeliano ha catturato tre ragazzi vicino a una tenda di protesta eretta nel quartiere di al-Bustan, poi ci sono stati degli scontri tra alcuni ragazzi palestinesi e la polizia israeliana, scatenati dall’assalto ad alcune abitazioni palestinesi da parte di un gruppo di coloni.

Il responsabile della questione di Gerusalemme presso il movimento di Fatah, Hatem Abdul-Qader, ha chiesto alla polizia israeliana l’autorizzazione per organizzare nel quartiere di al-Bustan, dove gli ebrei stanno occupando le case con la forza, una dimostrazione di protesta e delle preghiere collettive per quanto avvenuto; tuttavia, la polizia israeliana ha negato l’autorizzazione. Mentre ai coloni viene lasciata la possibilità di marciare per le vie di Silwan, attaccare e demolire le case dei palestinesi, a loro non è concessa nemmeno la possibilità di organizzare una preghiera collettiva.

Si tratta ancora una volta di una violazione della legge internazionale perché, benché ritenuta tale dagli israeliani, di fatto Gerusalemme Est non fa parte dello Stato ebraico.

Demolizioni ad Al-Bustan

A partire dal 1980, alcune delle case di Silwan sono entrate in possesso dei coloni sotto la copertura dell’Absentee Property Law: gli israeliani hanno ideato un metodo per espellere i cittadini dalle loro proprietà, includere le loro terre e appropriarsi delle aree pubbliche, sotto la protezione di una forza di sicurezza privata. I coloni fanno risultare che i proprietari palestinesi sono assenti dalle proprie case, mentre in realtà essi ancora vi abitano, il tutto senza che lo Stato israeliano o le autorità internazionali effettuino delle verifiche. Così terre e case palestinesi vengono vendute dal Fondo Nazionale Ebraico e occupate dagli ebrei.

Nel 2005, il governo israeliano ha anche deciso di demolire 88 case arabe nel quartiere di Al-Bustan, vicino a Silwan, per lasciare spazio al parco archeologico della Città di David: 1500 persone hanno perso tutto ciò che possedevano, senza nulla in cambio, in questo massiccio piano di demolizione, il più grande effettuato da Israele.

Infine, nel 2008, la municipalità di Gerusalemme ha approvato un piano per costruire un nuovo complesso di case e una sinagoga nel cuore della parte araba di Silwan.

La manifestazione di oggi è un chiaro segnale della volontà israeliana di proseguire sulla strada degli insediamenti, incurante della risoluzione Onu che ha sancito lo status di Gerusalemme Est come parte integrante dei Territori Palestinesi, e del clima di tensione internazionale venutosi a creare dopo la visita in Israele del vicepresidente statunitense John Biden.

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