Cinguettii di fede: Benedetto XVI su Twitter

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Le lingue degli account Twitter del Papa

Città del Vaticano – Da oggi Benedetto XVI ha un account su Twitter. Più d’uno, in realtà, personalizzati tutti secondo le lingue, e non sarà proprio il papa a postare cinguettii. “Ma il papa visterà ogni post”, garantiscono oltretevere.

L’account ufficiale di Benedetto XVI per l’italiano è @pontifex_it; la notizia girava in rete già da qualche giorno ma l’account è stato presentato ufficialmente solo oggi, con una conferenza stampa. Il primo cinguettio di papa Ratzinger giungerà domenica 12 dicembre e sarà seguito in diretta.
E, mentre l’account pontificio ha già accumulato migliaia di follower, il Papa non seguirà nessuno. «Il Papa non seguirà nessuno – ha spiegato Greg Burke, advisor della comunicazione del Segreteria di Stato – si può capire perché: naturalmente ci sarebbero candidati eccellenti, per esempio gli eminentissimi cardinali, ma poi ci si chiederebbe perché non gli arcivescovi e così via. E allora per adesso è meglio che non segua nessuno».

Sette le lingue presenti per gli account, compreso l’arabo, ma quella ufficiale è l’inglese. Non c’è, per ora, il cinese. «Twitter come lo conosciamo noi non è fruibile» in Cina, ha spiegato padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, spiegando la scelta del team nella selezione delle lingue.
L’approccio di Benedetto XVI sarà quello del dialogo con i fedeli. L’ashtag #askpontifex sarà infatti lo strumento per porre domande al Pontefice, che replicherà tenendosi nei limiti dei 140 caratteri dei tweet.
In questa prima fase il Santo Padre userà twitter con parsimonia, soprattutto il mercoledì in concomitanza con le udienze generali.

Lo sbarco su Twitter della Santa Sede – e soprattutto del Pontefice – è indubbiamente un segnale di attenzione al mondo che circonda la Chiesa cattolica. La Rete «è parte importante del mercato delle idee e la Chiesa vuole stare là», come ha spiegato Burke. La strategia di comunicazione digitale del Vaticano non si fermerà al microbloggin: seguiranno a breve app per iPhone e Android, che consentiranno di seguire in diretta i discorsi e gli interventi del Santo Padre.
Il Papa ha così seguito Ravasi, il cardinale pioniere della Rete, che da anni usa Twitter, in compagnia di Scola – arcivescovo di Milano – e Scherer, cardinale brasiliano. L’attenzione ai nuovi mezzi di comunicazione è un elemento irrinunciabile per chi si occupa dell’Annuncio e, forse, questa apertura che segue di pochi mesi il Sinodo per la nuova evangelizzazione potrebbe avere significati più profondi di quanto possa sembrare a un primo sguardo.

Andrea Bosio

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