Cinema: il MoMA di New York omaggia Dante Ferretti

Una scena di Gangs of New York, le cui scenografie sono state realizzate da Ferretti

Una scena di Gangs of New York, le cui scenografie sono state realizzate da Ferretti

New York – Dante Ferretti è uno degli italiani più conosciuti e apprezzati a Hollywood, dove le sue scenografie hanno conquistato non solo geni del cinema come Martin Scorsese e Brian De Palma, ma gli sono valsi ben tre Oscar, quattro BAFTA Awards e una lunghissima sfilza di premi.

L’ennesimo riconoscimento che gli viene tributato in questi giorni, però, proviene dal lato opposto degli Stati Uniti d’America, dove a bagnare le coste non è il Pacifico ma l’Atlantico, e i grattacieli svettano da oltre un secolo. Stiamo parlando della mostra monotematica su Ferretti che il Museum of Modern Art di New York, il MoMA, ha inaugurato ieri, e che rimarrà aperta fino al 9 febbraio 2014, salvo ulteriori estensioni.

“The Aviator”, “Gangs of New York”, “Hugo”. Sono solo alcuni dei film le cui scenografie (allestimenti, bozzetti preparatori e materiali di scena selezionati dallo sceneggiatore italiano) vengono mostrate ai visitatori. A presenziare alla cerimonia di apertura della mostra non c’era Ferretti, impegnato nell’allestimento del set di “Cinderella”, il nuovo lavoro di Kenneth Branagh, ma in sua vece c’era proprio Martin Scorsese, con il quale ha collaborato proficuamente numerose volte.

«Anche se il cinema è cambiato con le tecniche digitali, devo disegnare comunque tutte le scene, ed è sempre uguale». Queste le parole di Ferretti in un messaggio registrato per l’occasione, nel quale ha ricordato il fondamentale contributo al cinema di sua moglie, Francesca Lo Schiavo, anch’essa pluripremiata sceneggiatrice (tre Oscar all’attivo), «con il quale lavoro e sono sposato, una donna fantastica».

La mostra, che occupa il piano interrato dell’edificio, è occupata da proiezioni di lavori e disegni dell’artista su un “labirinto” di dodici maxi-schermi, insieme a parti delle scenografie dei suoi film più celebri, in una commistione di arte visibile, percettibile, e arte raffigurata, in omaggio alla capacità di Ferretti di dipingere e realizzare le scene più disparate, con realismo e capacità che hanno pochi eguali nel mondo della cinematografia contemporanea.

Stefano Maria Meconi

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