Ciclismo, doping: anche Cipollini nella lista nera

cipollini doping fuentes puerto (pbkblog.com)

Mario Cipollini, istrionico velocista azzurro, coinvolto nell'inchiesta doping (pbkblog.com)

La notizia era stata anticipata ieri dalla Gazzetta dello Sport, che dedica oggi ampio spazio alle rivelazioni del caso. Mario Cipollini sarebbe coinvolto nelle inchieste spagnole sul doping. Il nome del velocista  toscano, campione del mondo nel 2002, compare nelle carte dell’Operacion Puerto, che vede indagato il dottor Emiliano Fuentes e che rischia di coinvolgere – o travolgere – l’intero universo sportivo spagnolo.

“Maria” sarebbe il nome in codice adottato da Fuentes per indicare Supermario sulle sacche di sangue e nelle carte. Carte pesanti, se è vero che riportano il numero di fax di casa Cipollini e se, come sembra a un primo sguardo, raccontano la storia di un doping sistematico da parte del più forte velocista italiano degli ultimi vent’anni.
Il 2002 era stato l’anno perfetto per il velocista azzurro ma anche l’anno di tre sacche di sangue; si parla delle tre settimane precedenti la corsa iridata, dopo il ritiro dalla Vuelta, datato 14 settembre. Una sacca subito dopo, una il 9 ottobre, prima della partenza per il Belgio. Ma le carte raccontano di un’intera annata legata al doping, fin dal ritiro iniziale, a gennaio. Anabolizzanti ed Epo in un periodo in cui gli esami a sorpresa non esistevano e in cui si riusciva ancora a tenere nascoste certe pratiche, seguiti da ormone della crescita e Igf, assieme a costanti autotrasfusioni del sangue “ottimale”. Un racconto che fa rabbrividire per la sistematicità, la precisione scientifica, lo sprezzo per la propria salute.

Quella di Cipollini è stata una carriera grandiosa, da fuoriclasse delle due ruote; un campionato del mondo (Zoelder 2002), una Milano – Sanremo, tre trionfi alla Gand – Wevelgem, 42 tappe al Giro, 12 al Tour, 3 alla Vuelta. 6 giornate in maglia gialla e in maglia rosa. Numeri che fanno girare la testa e che raccontano una storia di grandi successi. Ora l’ombra si allunga anche su uno di quei ciclisti che, a voce, ha sempre combattuto e condannato il doping. La credibilità di questo sport è ormai in crisi e sembra sempre più necessaria una profonda operazione di ricostruzione per consentirgli di sopravvivere. Non siamo di fronte a un nuovo “caso Armstrong” ma per l’Italia delle due ruote la mazzata è quasi di pari entità.

L’indagine su Fuentes sembra poter nascondere aspetti ancora più inquietanti; il medico spagnolo ha sempre detto che da lui non si recavano solo ciclisti ma anche molti calciatori e sportivi di diverso genere. L’ombra del doping sistematico – causa anche le rivelazioni della moglie di Fuente, che da sempre dice di poter “distruggere lo sport iberico” – su tutto il sistema sportivo spagnolo e sui suoi successi di quest’ultimo decennio sembra solidificarsi sempre più. Ormai diventa ragionevole sospettare anche dei grandi successi di Nadal, del Barcellona e del Real Madrid, come abbiamo sospettato di quelli di Contador e Indurain. Speriamo solo di non dover scrivere altre pagine, più preoccupanti di questa.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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