Cha Cha Cha

cha cha cha è il titolo del nuovo lungometraggio di Marco Risi, interpretato da Luca Argentero, Eva Herzigova, Pippo Delbono e Claudio Amendola, che sarà al cinema dal prossimo giovedì 20 giugno. Si tratta di una coproduzione Bibi Film e Babe films con  rai cinema, che vede una vicenda poliziesca dipanarsi in una Roma dominata da personaggi cinici, traffici illeciti e affari sporchi, intercettazioni telefoniche e misteriosi omicidi.

Il primo è quello di un ragazzo di 16 anni, solo apparentemente coinvolto in un tragico incidente, su cui indaga Corso (Luca Argentero), poco convinto riguardo la tesi della fatalità. Il secondo quello di un ingegnere sul punto di assegnare un importante e lucroso appalto edilizio per la costruzione di un nuovo centro commerciale. L’istinto di Corso gli suggerisce che i due eventi non sono così estranei come sembrerebbe.

Nel prestigioso cast anche Eva Herzigova nelle vesti della bellissima ex attrice Michelle, madre del ragazzo ucciso e con cui Corso ha avuto in passato una storia d’amore; il regista e autore teatrale Pippo Delbono nei panni del poco trasparente avvocato Argento,  nuovo compagno di Michelle, e Claudio Amendola a prestare volto e voce all‘ispettore Torre, già collega di Corso e pure lui impeganto nel chiarire i tanti lati oscuri della vicenda. Accanto a loro Pietro Raguso (Muschio), Bebo Storti (Massa), Marco Leonardi, Jan Tarnovsky e la partecipazione di Shel Shapiro e Nino Frassica

Una trama che fonde quindi thriller e poliziesco, costruito attraverso complesse fila di relazioni tra diversi poteri, non da ultimi quelli economico-imprenditoriali che muovono  - non solo a Roma – le concessioni edilizie e le gare d’appalto. Un atteso film d’autore capace di unire diverse atmosfere di genere come ha detto lo stesso Risi: «Si parla spesso di film di genere e di quanto bisognerebbe tornare a farne. Ecco, questo è un film di genere. Un thriller dalle atmosfere noir. Con l’eroe, la bionda e i cattivi. Avevo voglia di un film così, penso che sia il modo migliore per raccontare una fetta di questo paese. Senza tanti moralismi. L’atmosfera è quella dei gialli anni ’40. Corso è un investigatore, un tipo solitario, attento ai particolari in maniera maniacale. Lo si potrebbe definire un “romantico”. Convinto che le cose dovrebbero andare in un certo modo, ma consapevole che quasi sempre vanno nel modo opposto: quello che conviene».

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