Cercasi casa per migliaia di ulivi in via di sfratto

Ulivi nelle terre salentine

PUGLIA – Al via la mobilitazione sul web per adottare gli 8.260 ulivi da espiantare per raddoppiare la carreggiata dell’ultimo tratto di statale 16 adriatica, quella che per oltre mille chilometri congiunge il Veneto alla Puglia.
Serve spazio per il cemento, e gli alberi danno fastidio, sono proprio lì in mezzo. Entro fine marzo bisogna farli fuori. La richiesta di espianto di tutti gli ulivi ai lati della carreggiata, ove si svilupperà il cantiere per l’ampliamento, è stata inoltrata dall’Anas alla Provincia di Lecce. Da Palazzo dei Celestini si attende l’approvazione definitiva, una conferma che ha una doppia ripercussione; se da un lato allarma gli ambientalisti, dall’altro entusiasma gli animi dagli operai della Co.edi.sal del gruppo Palumbo (che si è aggiudicata l’appalto da 55 milioni di euro per il raddoppio della statale 16), che da mesi attendono, senza stipendio, l’apertura del cantiere. Il progresso sembra quindi aggredire la natura, il paesaggio e la storia dell’uomo, e per altri versi aiutare l’uomo stesso.
Per evitare la strage degli ulivi salentini una battagliera mobilitazione sul web è stata posta in atto dagli ambientalisti. Sono numerose le amministrazioni locali e i privati che hanno dato la loro disponibilità ad ospitare gli alberi, facendo richiesta al comparto regionale dell’Anas, sul sito http://www.stradeanas.it/. Nel frattempo la Provincia di Lecce ufficializzerà il piano di recupero e salvataggio degli alberi, sbloccando contestualmente il cantiere.

Il Comune di Otranto ha fatto richiesta per adottarne 500. Le amministrazioni di Maglie, Uggiano e Minervino, che ha individuato un’area di dieci ettari per mettere a dimora gli ulivi senza terra, hanno già fatto richiesta all’Anas, ma attualmente sono solo 1.500 gli alberi adottati, su più di 8.000.

E solo 268 ulivi si salveranno di sicuro, in quanto inseriti nell’elenco dei “monumentali” del ministero dell’Ambiente. Almeno per queste piante vige l’obbligo di reimpianto; il loro destino è in corso di valutazione presso il competente assessorato regionale. Tutti gli altri alberi, invece, aspettano che amministrazioni e privati si espongano, piuttosto rapidamente, per adottarli nei prossimi 15 giorni.  È proprio marzo infatti, secondo le leggi della natura, il periodo migliore per estirpare le piante e reimpiantarle in posti diversi da quelli in cui sono cresciute .
Il numero degli ulivi da espiantare potrà scendere a 5500, dopo la valutazione di impatto ambientale, ma il numero degli alberi che potrebbero morire rimane comunque molto alto.

E non è solo una questione che interessa gli ambientalisti; è un problema di cultura, storia, tradizione, economia. L’ulivo e l’olio sono i pilastri fondanti della regione Puglia.

Il tempo è tiranno, gli alberi da adottare sono tantissimi…popolo del web, singoli cittadini e amministrazioni, affrettatevi per la salvare una parte della nostra Italia!

Benedetta Rutigliano

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Una risposta a Cercasi casa per migliaia di ulivi in via di sfratto

  1. avatar
    sabino coppolecchia 17/03/2012 a 01:40

    Accidenti! sarebbe possibile”prenotare” una ventina di ulivi in attesa che tra qualche mese si sblocchi una situazione che mi permetterebbe di dargli dena sistemazione?

    Sabetto@libero.it

    Rispondi

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