Celentano e Rock Economy: la democrazia live di Verona. Ok cantante, no oratore

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Adriano Celentano sul palco con Gianni Morandi (lanostratv.it)

La sentenza è di quelle senza appello. Quando Adriano Celentano canta, il pubblico si spella le mani. Quando prova a calarsi nei panni catodicamente cucitigli addosso dell’oratore, le urla ed i fischi coprono le sue intenzioni. Oltre 9 milioni gli spettatori su Canale 5 per il primo concerto live dell’artista dopo 18 anni, Rock Economy. Ma la risposta più importante è stata proprio quella data dal pubblico all’Arena di Verona.

Commistione musicale tra vecchio e nuovo, tante canzoni e pochi sermoni. E quando l’intenzione è stata di svoltare sul politico, sull’economico, sull’ecologico, dall’Arena sono arrivati i fischi e le urla. Isolate ma convinte. L’Italia di oggi ha bisogno del Celentano cantautore, non dell’opinionista. Non più.

Un principio di discorso sulla crescita, interrotto dal pubblico in maniera bonaria e dai primi sarcastici «è meglio se canti». Poi, dopo un’ora, la tavola rotonda con Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, oltre all’economista Jean Paul Fitoussi. Ritmi bassi, lenti, sterili. Una forzatura, che i presenti (a prezzi dai 165 euro della prima platea fino alla simbolica cifra di 1 euro per le gradinate non numerate) hanno bocciato rumoreggiando. A salvare Celentano dal bombardamento, non mediatico ma di fischi, è stato il compagno d’avventura ed ospite fisso Gianni Morandi, che gli ha ricordato la priorità del momento musicale su quello riflessivo.

Qualche novità, ma tanti evergreen. Incertezze vocali ampiamente perdonabili rispetto a quelle oratorie. Carisma e passione. Il pubblico scaligero ha osannato l’artista ed indirizzato la serata sul sentiero musicale. Se il Molleggiato avesse voluto parlare di più e cantare di meno, non avrebbe potuto. Chiamatela democrazia live, se volete.

Stasera Adriano torna sul palco ed in tv. Al suo fianco si sarà ancora Morandi, ai suoi piedi di nuovo il pubblico. Chissà se la sentenza di ieri sera servirà a far capire all’ex pseudo-opinion leader del popolo che cantare è rock, fare pistolotti è lento. Soprattutto se, come ha osservato @simograndi su Twitter, “L’Italia è quel paese dove uno critica un politico per vent’anni e dopo fa un concerto in diretta sulla sua televisione”.

Francesco Guarino

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