Caso Shalabayeva, tensione tra Italia e Kazakistan. È giallo sul passaporto di Alma

ShalabayevaTiene ancora banco la questione Ablyazov-Shalabayeva. Notizia di oggi è che, secondo l’Interpol del Centrafrica, il passaporto esibito alle autorità italiane da Alma Shalabayeva, rimpatriata in Kazakistan con un blitz della polizia insieme alla figlia di 6 anni perché moglie di un dissidente, risulta essere falso.

A garantire sull’autenticità del documento fu lo stesso ministro della Giustizia Arsene Sende. Ma secondo quanto riferito dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza, l’ufficio Interpol del Centrafrica ha constatato che nei due passaporti intestati ad Alma Shalabayeva – uno rilasciato dal Kazakistan e l’altro dalla Repubblica Centrafricana – il luogo di nascita della donna non coincide. In particolare la località indicata nel passaporto della Repubblica Centrafricana risulta inesistente.

La donna rischia ora 4 anni di carcere per passaporti falsi. È quanto ha detto il vice primo ministro kazako Yerbol Orynbayev a Bruxelles, aggiungendo che il governo non avrebbe problemi a reinviare Alma Shalabayeva in Italia, con precise garanzie di poter interrogare la donna in futuro. Orynbayev ha poi “minacciato” di «prendere possibili contromisure» qualora l’Italia decidesse di allontanare l’ambasciatore kazako a Roma.

Ai giornalisti che a Bruxelles hanno chiesto al vice premier un commento su quanto affermato dal ministro degli Esteri Emma Bonino, secondo cui l’ambasciatore sarebbe diventato “inutile”, ha risposto: «Quello che ha detto il ministro è il suo punto di vista, vediamo se c’è una decisione ufficiale e poi reagiremo, per il momento non è il caso di commentare queste parole».

Il titolare della Farnesina Emma Bonino, che ha oggi riferito al Senato, ha annunciato che la sorte dell’ambasciatore kazako in Italia, Andrian Yelemesov, il cui comportamento è stato definito «intrusivo» e inaccettabile», dipenderà dalle garanzie che Astana darà sul «rispetto dei diritti e la libertà di movimento» della signora Alma Shalabayeva e della figlia Alua, aggiungendo che «valuteremo in questa ottica e tempestivamente anche le misure più opportune da adottare nei confronti dell’ambasciatore Yelemesov».

Redazione

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