Caso Regione Lazio: per la Corte dei conti si tratta di “fatti gravissimi”

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Renata Polverini (lettera43.it)

ROMA – La Corte dei conti si dice «molto preoccupata e ne sente tutto il disagio perché sono fatti gravissimi in cui noi stessi, che pur siamo abituati a conoscere patologie, non pensavamo che, ove fossero vere, si potesse giungere a tanto». Questo è quanto ha ammesso il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, riguardo il caso che ha coinvolto nelle scorse ore la Regione Lazio.

«La Corte in verità è molto preoccupata e oserei dire, usando un termine che però esprime uno stato d’animo, è addolorata per tutto questo – prosegue il presidente – Vi è la necessità del controllo dei bilanci dei partiti ed anche di altre spese».

A commentare l’apertura delle indagini riguardanti la vicenda delle spese relative all’utilizzo dei fondi destinati al gruppo del Pdl alla Regione Lazio, interviene la stessa governatrice Renata Polverini nell’ambito di un incontro con un gruppo di bambini ospiti del campo allestito dalla Regione presso San Possidonio successivamente ai danni causati dal terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna: «Ovviamente gli organismi giudiziari e di controllo faranno le verifiche che devono effettuare – commenta la Polverini – Se ci sono irregolarità o colpe dal punto di vista giudiziario è giusto che ciascuno paghi il conto, salato anche per quello che in questi giorni abbiamo visto»

In merito interviene anche il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, condannando apertamente «scandali e abusi di denaro pubblico che sono intollerabili. Se non c’è una ripresa di senso morale individuale e collettivo in termini di giustizia e di solidarietà sociale, le leggi non bastano o non sono equilibrate». Vallini coglie, poi, la palla al balzo e sentenzia anche riguardo le nuove povertà, ovvero la famiglia (prima vittima della crisi globale), la mancanza di coesione sociale metropolitana e e gli episodi di violenza e criminalità che che continuano a segnare la città. Vallini, inoltre, dice di essere profondamente preoccupato «della mancanza di lavoro, soprattutto per i giovani. Dove non c’è lavoro, non c’è futuro, e le conseguenze le conosciamo tutti: delusione, scoraggiamento, non di rado depressione, rabbia, o peggio. Occorre maggiore equità sociale. Comprendo che la grave crisi economica abbia richiesto alle famiglie sacrifici assolutamente straordinari; non comprendo invece che i sacrifici non possano essere più equamente distribuiti con il sostegno del potere legislativo, mentre assistiamo al persistere di privilegi in favore di corporazioni».

Franco Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl al consiglio regionale del Lazio, per tramite del suo difensore, l’avvocato Carlo Taormina, afferma: «Sono pronto a restituire i soldi», ovvero circa 400.000 euro. Secondo gli inquirenti, l’ex sindaco di Anagni avrebbe dirottato sui suoi conti, in Italia e all’estero, circa un milione di euro dei fondi destinati al gruppo consiliare del Popolo della Libertà. Potrebbe aggravarsi, dunque, la posizione di Fiorito nell’inchiesta. In totale sono otto i milioni transitati nei conti correnti del gruppo consiliare negli ultimi due anni. Ed è questa la cifra su cui i pm della Procura di Roma stanno attualmente focalizzando la loro attenzione.

Nell’interrogatorio di mercoledì scorso, Fiorito ha fornito documenti relativi a 18 persone ma, di fatto, ha lanciato accuse su 8 persone. La posizione degli otto resta al vaglio degli inquirenti, ma qualora le accuse lanciate da Fiorito dovessero risultare false, gli inquirenti potrebbero contestargli anche il reato di calunnia.

Inoltre, lunedì l’ex capogruppo del Pdl alla regione Lazio è stato convocato dal pm reatino Massimiliano Siddi per essere interrogato per reato connesso, in relazione alla denunce presentate dal suo successore e nemico giurato Francesco Battistoni e da almeno due società viterbesi, secondo le quali le fatture depositate nella sede del gruppo Pdl per il pagamento delle prestazioni fornite sarebbero state gonfiate durante i vari passaggi da chi le ha emesse a chi le ha ricevute, per terminare a chi le ha liquidate.

Nella giornata di oggi è continuato l’esame della documentazione, tra i cui elementi sotto esame figurano anche le modalità di elargizione dei fondi. Con la formula “richiedo e ricevo” molti consiglieri Pdl della Regione Lazio giustificavano le spese ottenendo da Franco Fiorito, allora capogruppo, soldi senza necessità di fattura né motivazioni specifiche sulla destinazione del denaro. Altre volte le spese non erano giustificate e figuravano “donazioni” di piccole e grosse somme per i consiglieri che ne facevano richiesta attraverso una sorta di autocertificazione. Tra i consiglieri che avrebbero beneficiato di questo sistema, ci sarebbero anche Francesco Battistoni e Stefano Galetto. Quest’ultimo avrebbe ricevuto 17.500 euro in una sola volta. Notevoli somme di denaro erano destinate, oltre a cene e regali, anche a spese “culturali”, come quelle relative al consigliere Antonio Cicchetti, il quale comprò migliaia di libri dello storico reatino Andrea Di Nicola. Considerevoli, però, anche i 13.000 euro spesi da Annalisa D’Aguanno per i cesti pasquali. Altre migliaia di euro sono state spese per spazi acquistati in reti televisive reatine e emittenti radiofoniche (220 euro per una ospitata). Largo anche alla tecnologia: la consigliera Lilli D’Ottavi avrebbe acquistato un Ipad con i fondi del Gruppo, mentre Romolo Del Balzo avrebbe chiesto denaro per ricomprare il cellulare smarrito.

Stefano Gallone

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